Categorie: Archeologia

Saccheggio 2.0: reperti archeologici venduti illegalmente su Facebook

di - 8 Maggio 2020

Il problema del traffico illecito di reperti archeologici, provenienti soprattutto da Nord Africa e Medio Oriente, è incrementato notevolmente durante il periodo di lockdown che stiamo attraversando, arrivando a coinvolgere anche i social network più popolari, come Facebook, diventato un frequentatissimo canale di smercio. Questo è il dato che emerge da una ricerca dell’ATHAR – Antiquities Trafficking and Heritage Anthropology Research Project, progetto nato per monitorare i tentativi di vendita online di artefatti trafugati da scavi e luoghi di culto.

Katie Paul, una delle coordinatrici del progetto, ha recentemente spiegato come questo aumento della criminalità possa essere stato causato da vari fattori. Innanzitutto, i dati raccolti potrebbero essere la conseguenza dell’attuale stato di emergenza che ha reso questi luoghi, spesso già sedi di conflitti – qui un nostro report dai siti a rischio in Iran – ancor meno attenzionati dalle autorità. D’altra parte, per molti si è aggiunta la necessità di cercare nuove fonti di reddito, in seguito alla perdita temporanea o permanente del proprio impiego. Infine, secondo Paul, anche l’aumento delle ore diurne e la presenza di un clima più mite avrebbero favorito gli scavi e i conseguenti saccheggi.

Reperti archeologici saccheggiati in Marocco e condivisi sui gruppi Facebook

La settimana scorsa, in Marocco è stata depredata un’antica moschea e le foto dell’atto sono state pubblicate su diversi gruppi privati su Facebook ma non per denunciare l’accaduto. Questo passaggio serve infatti sia per provare l’autenticità degli artefatti che per permettere agli utenti di scambiarsi consigli su come eseguire gli scavi e vendere la refurtiva.

I gruppi, inoltre, consentono di mantenere l’anonimato dei vari utenti che spesso non condividono informazioni e foto personali. Questa condizione favorisce quindi il crearsi di una fitta rete di connessioni che ostacola e impedisce di rintracciare la vendita e l’esportazione illegale dei reperti.

Screenshot, ATHAR Project

La chiusura dei gruppi e la richiesta di intervento a Facebook

Come afferma Paul, spesso gli utenti fanno poi parte della criminalità organizzata e le conseguenti trattative di vendita avvengono in assenza di documenti. Questi tipi di comunicazione rendono quindi molto più complesso cercare di arginare il problema. L’ATHAR si è quindi impegnata a segnalare questi gruppi che condividono su Facebook i reperti saccheggiati e, l’anno scorso, è riuscita a chiuderne  ben 49.

Nonostante ciò, nuovi gruppi vengono ricreati molto facilmente e di conseguenza rimangono molto difficili da rintracciare. Per tale motivo, la collaborazione di Facebook, che dovrebbe includere nelle sue norme il divieto di creare gruppi finalizzati alla vendita illecita, risulterebbe molto utile. Questa azione, secondo Paul, dovrebbe però essere correlata al mantenimento dei dati fino a ora condivisi nei gruppi. Queste informazioni sarebbero fondamentali per accertare la provenienza e lo stato dei beni trafugati e potrebbero costituire anche una prova dei crimi commessi.

Articoli recenti

  • Attualità

Il caso Jan Fabre negli archivi pubblici: a Lecce si apre il dibattito su etica e patrimonio culturale

La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…

4 Giugno 2026 16:34
  • Progetti e iniziative

Crossing Currents: ecco come sarà la prima settimana dell’arte di Amburgo

Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…

4 Giugno 2026 16:24
  • Teatro

L’oracolo delle macchine: Twarkowski porta in scena Alan Turing e i fantasmi della tecnologia

Al Piccolo Teatro di Milano, Łukasz Twarkowski porta in scena Oracle, uno spettacolo visionario, che parte dalla biografia di Alan…

4 Giugno 2026 12:17
  • Arte contemporanea

Cecilia Alemani e la sfida asiatica: la curatrice italiana guiderà la Taipei Biennial 2027

Il Taipei Fine Arts Museum ha nominato Cecilia Alemani come curatrice della Taipei Biennial 2027, una delle più importanti manifestazioni…

4 Giugno 2026 11:11
  • Personaggi

È morta Marjane Satrapi: con Persepolis raccontò l’Iran al mondo

Si è spenta a Parigi, a 56 anni, Marjane Satrapi: fumettista, regista e illustratrice, autrice del celeberrimo Persepolis, ha raccontato…

4 Giugno 2026 10:43
  • Arte contemporanea

Torino renderà omaggio a Marisa Merz con una grande mostra in tre musei

Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono le forze per una grande mostra diffusa dedicata a Marisa Merz, in…

4 Giugno 2026 9:48