L’edificio subì poche modificazioni nel tempo; tuttavia, verso la metà del XIX secolo, le condizioni di decorazioni e struttura si presentavano pericolosamente compromesse.
Per questo motivo il Sultano Abdulmecid I incaricò l’architetto ticinese Gaspare Fossati, a quell’ epoca a Costantinopoli alle dipendenze dello Zar, di restaurare Santa Sofia. Fossati attese al compito negli anni dal 1847 al 1849.
In tutt’ Europa il salvataggio di Santa Sofia suscitò l’ammirazione dei contemporanei, in un secondo tempo, però, l’opera dell’architetto Fossati cadde in oblio. Il suo metodo infatti prevedeva di rispettare il più possibile la consistenza storica dell’edificio e la sua decorazione e di procedere a integrazioni reversibili: ciò era in contrasto con gli scopi del restauro dei monumenti nella seconda metà del XIX secolo. Da quando, verso il I900, nella disciplina inizia ad affermarsi il principio di «conservare invece di restaurare», l’opera di Fossati – esemplare, secondo il punto di vista odierno – torna ad essere apprezzata. I1 centocinquantesimo anniversario del restauro di Santa Sofia è l’occasione per questa mostra, suddivisa in due parti.
Nella prima, disegni ed acquerelli provenienti dal lascito di Fossati, non sono solo belle rappresentazioni di Santa Sofia, ma consentono di evidenziare l’indagine dell’ architetto sul monumento e i suoi metodi conservativi.
La seconda parte dell’esposizione accoglie sei secoli di immagini di Santa Sofia – vedute, disegni analitici, rilievi architettonici, fotografie -: appaiono con chiarezza sia la ricezione artistica del monumento attraverso le epoche sia la storia dell’indagine scientifica sull’edificio, iniziata con Fossati.
L’esposizione presenta opere in parte ancora inedite, fra le quali un modello di Santa Sofia (in scala 1:100) appositamente realizzato.
I1 catalogo illustra in dettaglio ogni oggetto esposto e fornisce, con i saggi introduttivi, un quadro generale per apprezzare storia e architettura di Santa Sofia.
Ideazione, progetto ed organizzazione dell’esposizione sono a cura del Dipartimento di Storia dell’Architettura e Conservazione dei monumenti, Istituto di Storia dell’Arte, Università di Berna, CH-3011 Berna, Hodlerstr. 8, tel. 004I/03I/G3I474I, Fax 004I/031/6318669
Casa del Mantegna Via Acerbi, 47′ 46IOO Mantova, tel. 0376/360506
Orari di apertura: martedi – domenica l0:00 – 12:30 15:00-18:00
ingresso: interi L. 8000 ridotti L. 5000
Cataiogo dell’esposizione (circa 260 pagine, illustrazioni a colore e in b/n, prezzo indicativo L.30000
[exibart]
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