Elemento chiave per la trasmissione del nuovo linguaggio furono I Quattro Libri dell’Architettura di Palladio, pubblicati per la prima volta a Venezia nel 1570, poi tradotti in francese, olandese e inglese. Vicenza e il Veneto diventarono tappa obbligata del Grand Tour di architetti e viaggiatori del Nord, fondamento di una “educazione palladiana” che dal pioniere tedesco Schickhardt, a Vicenza nel 1592, giunge – attraverso Goethe – sino a Le Corbusier e ad Aldo Rossi.
In occasione della mostra, nelle sale del palazzo sarà possibile ammirare circa 200 opere d’arte tra modelli originali, disegni autografi, quadri, incisioni, libri, taccuini di architetti e viaggiatori, provenienti da 30 musei internazionali (Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Svezia e Svizzera), fra i quali alcuni pezzi d’eccezione, come tre disegni autografi di Palladio, la copia dei Quattro Libri postillata dall’architetto inglese Inigo Jones nel 1614, il bellissimo modello ligneo della loggia di Augsburg del 1604, gli schizzi di mano del Kaiser Federico il Grande per i palazzi neopalladiani di Potsdam e la “Fantasia palladiana” dipinta da Canaletto.
La cura della mostra è stata affidata a un comitato scientifico composto da grandi specialisti europei e nord americani della storia dell’architettura, guidato da Werner Oechslin (Politecnico di Zurigo). Questa di Vicenza è l’ideale prosecuzione di una ricerca cominciata con l’esposizione di Amburgo del 1997 in collaborazione con il Museum für Hamburgische Geschichte
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