Una cosa ben fatta, questa mostra organizzata da Roma Tre, IUAV e Torvergata, con la Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee del Ministero dei Beni Culturali.
Ben fatta perché riunisce più qualità, dagli aspetti divulgativi a quelli propriamente di analisi di un periodo particolarmente importante per la recente storia dell’architettura italiana.
Ben fatta anche in termini di allestimento, chiaro, leggibile, e soprattutto consono all’argomento; si parla di un modo di fare architettura moderato, nelle tecniche e nelle velleità stilistiche, e lo si fa con mezzi mediatici tradizionali, semplici ma efficaci.
Colpisce soprattutto la disponibilità di disegni originali; progetti adagiati sui tavoli, come invito a sedersi su sgabelli simbolici e studiare la costruibilità di quegli oggetti edilizi.
Foto sulle pareti che ricordano le nostre città; architetture che molti non notano, matrici, nel bene e nel male, di decenni di produzione edilizia.
Ricca la dotazione documentale al contorno, con sezioni dedicate ai procedimenti costruttivi, analisi urbane, e riletture della situazione attuale. E ricco di eventi il calendario, con seminari, visite guidate, e presentazione di libri collegati.
Capitolo a parte meritano i locali ospitanti l’evento, tanto belli ed adatti da portare a chiedersi se è giusto demolire queste caserme per costruire nuovi musei.
Programma
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