Lunedì 17 Aprile, esattamente nel mezzo tra la pubblicazione della sua vittoria nel concorso per il Centro Congressi dell’ Eur e l’ inaugurazione della Biennale di Architettura di Venezia, si è celebrato un bagno di folla nella angusta e disorganizzata struttura del Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Fuksas ha preparato un piatto prelibato per i tanti studenti e professionisti che si aspettavano la solita conferenza cattedratica. Il copione ha stabilito un incontro dialettico tra lui, in vena comunicativa e ammiccante, e Renato Nicolini, interlocutore coordinato. Lo spirito, come ha spiegato al termine lo stesso architetto ad uno studente che lo ha avvicinato, era quello di stabilire un effetto di “diario intimo”, colloquio confidenziale tra lui ed un suo compagno di studi. La cosa è funzionata, e non tanto per quanto sia stato detto riguardo le sue opere, sempre raccontate solo nei loro aspetti emozionali, nel loro travaglio creativo, quanto per la sensazione che sia riuscito a trasmettere l’ idea del suo modo di essere e di lavorare.
Certo si può rimanere delusi dal non aver capito la fattibilità costruttiva dei suoi sogni in corso, ma non si può dire che sia mancata la sincera volontà didattica.
Particolarmente interessante si è rivelata poi la seconda parte dell’ incontro, quella non programmata, nata dalla manifestazione di sfiducia nei sogni espressa da interlocutori improvvisati. Qui il dibattito si è aperto, e Fuksas ha suonato la carica presagendo un futuro diverso, fatto di concorsi aperti e di sperimentazione pratica.
Se i toni della Biennale saranno veramente come si promette, se l’ attacco all’ accademismo e la fiducia in un processo “francese” faranno breccia, questa sarà veramente un’ edizione da gustare … nel web, e di persona!
Per approfondimenti
http://www.fuksas.it
http://www.labiennale.org
Marco Felici
[exibart]
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