edificata sul cucuzzolo di una collina, e la villa di Adriano, posta 6 km di distanza, nella valle sottostante oltre alla scarsezza delle indicazioni turistiche.
Tutto ciò dimostra un’incredibile incuria per il patrimonio della cittadina laziale. Eppure questo complesso storico artistico di innegabile valore, oltre alla cinquecentesca villa d’Este su progetto di Pirro Ligorio e il centro medievale di Tivoli, offre al visitatore un affascinante excursus nelle tipologie architettoniche del passato. La differente collocazione geografica di questi siti, testimonianza di differenti situazioni politiche e sociali, non dovrebbero riflettersi sul povero visitatore che, giunto alla stazione ferroviaria, ignaro delle difficoltà che comporta non avere un mezzo proprio, riesce a raggiungere la villa romana del II secolo d.C. solo dopo innumerevoli informazioni carpite al volo.
La visita alla villa di Adriano ripaga tutte queste fatiche: una volta giunti sul posto si godono parte dei 120 ettari di meraviglie, dove si alternano l’opera di natura con l’opera dell’uomo e gli edifici costruiti sono caratterizzati da scelte costruttive di qualità sublime: le cupole a calotta, a crociera, a spicchi si alternano ai tetti a spiovente, caratterizzando la villa con una ricchezza di linee curve e rette sua in alzato che in planimetria.
L’attuazione del grandioso progetto che prevedeva gli edifici allineati su tre assi divergenti, assecondando l’andamento del terreno, aveva comportato la modifica dell’andamento morfologico del pianoro e dette vita ad un complesso incredibile in cui suggestive e inaspettate vedute prospettiche lasciano il posto ad un sereno equilibrio nella impostazione progettuale.
Il fascino del teatro marittimo e del canopo è innegabile: la planimetria e lo sviluppo planimetrico testimoniano la volontà dell’architetto (o dello stesso imperatore?!) nel portare avanti una ricerca spaziale ben oltre alle consuete forme e alla tradizione costruttiva del tempo.
Le innegabili potenzialità della mostra “Adriano: Architettura e Progetto”.
L’esposizione “Adriano: Architettura e Progetto”, allestita all’interno della zona archeologica, nelle stanze di fronte al canopo, oltre a gode re di una vista invidiabile, non rende giustizia alle innovazioni architettoniche e costruttive che rendono la villa di Tivoli un sito archeologico di primario interesse. Seppur corredata da un interessantissimo catalogo, l’allestimento non riesce a rispondere adeguatamente alle aspettative che suggerisce il titolo: insomma l’esercizio dell’architettura, che tanto interessò l’imperatore, e che, con ogni probabilità lo vide protagonista delle scelte architettoniche della villa, non è sufficientemente approfondito.
Rimangono di indubbio valore, anche didattico, l’esposizione, fra l’altro permanente, del modello in scala della villa oltre che del ciclo statuario originario del Canopo e di alcuni elementi decorativi e architettonici della villa. Inoltre un’importante sezione della mostra è dedicata alle varie ipotesi di attribuzione dell’arco di Costantino a Roma secondo le quali il monumento è realizzato anche con materiali di spoglio provenienti da opere del periodo di Traiano, Adriano e Marco Aurelio.
E se la mostra è una piccola, ma sopportabilissima delusione, la villa di Adriano, con la sua concezione innovativa dell’impianto architettonico, riesce a rimediare anche le difficoltà insite alla “traversata” necessaria a ritornare alla stazione ferroviaria.
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