Categorie: Architettura

HEM: lo spazio espositivo firmato dall’archistar Tadao Ando

di - 18 Novembre 2020

Lo spazio espositivo firmato da Tadao Ando Architect & Associates, ha finalmente aperto le sue porte: l’He Art Museum, anche conosciuto come HEM, si trova a Shunde, nella regione del Guandong nel sud della Cina, ed è stato commissionato all’archistar Tadao Ando, vincitore nel 1995 del Pritzker Architecture Prize, per custodire la collezione d’arte della famiglia He, che comprende opere d’arte contemporanea e moderna, internazionale e cinese. Il significato della parola He, che significa unione, bilanciamento e armonia, ha un ruolo centrare nello sviluppo del progetto architettonico.

“Appearance of Crosses 2018-8” di Ding Yi

La prima mostra in programma, “From the Mundane World: Inaugural Exhibition of He Art Museum”, è a cura del critico Feng Boyi insieme a Hu Bin, Wang Xiaosong, Liu Gang e Shao Shu. Incentrata su temi come l’ecologia e l’ambiente, cerca di indagare la reazione della natura davanti alla civilizzazione degli umani.

L’opera architettonica:

La struttura si sviluppa su una pila di dischi in cemento armato che circondano due scalinate di forma ellittica, che partono dal piano terra fino al quarto. Proprio questi dischi, di dimensione crescente, incorniciano un oculus che permette alla luce naturale di entrare dall’alto.
L’intera area è di 16.000 metri quadri, con 8000 di spazio espositivo corredato da bookshop e zona ristoro.

All’interno, la struttura in cemento rende lo spazio per le opere neutro, mentre fuori il progetto viene completato da uno specchio d’acqua in grado di riflettere la facciata.

L’utilizzo della luce

L’intero progetto facilita la diffusione della luce naturale che riesce a valorizzare gli spazi delle diverse gallerie grazie alle fessure presenti sulle diverse facciate dell’edificio.
Nello specifico, l’oculus centrale, simboleggia la luce eterea, che Ando ha cercato di ricreare prendendo ispirazione dall’illuminazione tipica dei luoghi di culto. Un progetto che unisce il passato e il presente, in cui l’arte contemporanea dialoga con la tradizione locale.

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