Categorie: Architettura

Un progetto di riqualificazione per l’ex spolettificio Militare di Torre Annunziata

di - 15 Aprile 2023

Il Ministero della Difesa, il Ministero della Cultura, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Torre Annunziata, Napoli, hanno firmato un protocollo di intesa per la rigenerazione e valorizzazione dello “Stabilimento militare Spolette”. Struttura industriale di circa 80mila metri quadri, fondata nel 1758 per volontà di Carlo di Borbone, ai tempi rappresentava la più importante fabbrica per la fornitura militare di armi bianche e da fuoco di tutto il Regno delle Due Sicilie. Il protocollo è stato siglato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, dal Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e dal Commissario Straordinario di Torre Annunziata, Enrico Caterino.

«L’Italia vanta insediamenti militari di grande valore storico che, ove dismessi dalla Difesa, possono avere una validissima fruizione culturale», ha dichiarato Gennaro Sangiuliano. «La Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata è uno di questi. Il protocollo sottoscritto offre enormi opportunità per il territorio, perché permette di recuperare e riutilizzare degli ambienti storici collocati in un’area densamente ricca di reperti», ha continuato il ministro, spiegando che nella struttura saranno ospitati spazi ricettivi e di accoglienza per i visitatori del vicino sito archeologico di Oplontis. Inoltre, troveranno sede anche una scuola di restauro per la formazione professionale necessaria alla manutenzione del patrimonio, un deposito per le opere da restaurare e uno spazio espositivo. «Lo spolettificio borbonico assume una funzione centrale all’interno di una delle aree archeologiche più importanti al mondo», ha concluso Sangiuliano.

«La firma di oggi è il primo passo per il recupero di un importante pezzo della nostra memoria storica e culturale, rivitalizzando un luogo che è stato strategico in passato e che può tornare ad esserlo ancora oggi, non solo per il suo valore testimoniale all’interno del più vasto ambito di valorizzazione del sito archeologico di Oplonti, ma anche come leva per il rilancio socio-economico-culturale di tutto il territorio», ha dichiarato Alessandra dal Verme.

Dopo l’unificazione italiana, lo Stabilimento è stato adibito progressivamente a Spolettificio e, allo stato attuale, è per la gran parte in uso all’Agenzia Industrie Difesa e al suo interno ospita il Museo delle Armi. Tra gli obiettivi dell’accordo, la realizzazione di un sistema storico-archeologico-ambientale, nel centro storico di Torre Annunziata. Il protocollo prevede di annettere al Sito archeologico di Oplonti – che include due beni dall’importante valore storico artistico, la villa d’otium conosciuta come Villa di Poppea e una villa rustica detta “Villa di Lucius Crassius Tertius” – alcune porzioni dello Spolettificio non più utili alle attività amministrative del Ministero della Difesa.

Sarà così possibile realizzare strutture dedicate all’accoglienza dei visitatori, con nuovi spazi espositivi e aree di parcheggio. Gli edifici settecenteschi, attraverso differenti destinazioni d’uso, saranno destinati ai servizi culturali, con una scuola di restauro e ampi depositi per i rinvenimenti archeologici, sale espositive e nuove aree per le attività ricettive e di promozione locale. Al momento non sono ancora stati diffusi dettagli più specifici sul progetto architettonico e sulle fasi di realizzazione.

Sempre nell’ambito del protocollo sarà realizzato un nuovo collegamento pedonale fra il Rione Provolera e il Rione Murattiano, mediante il sottopasso che taglia longitudinalmente lo stabilimento militare, agevolando così il raggiungimento dei diversi edifici scolastici collocati sul territorio. Inoltre, per rafforzare il presidio di sicurezza del Comune di Torre Annunziata, attraverso la rifunzionalizzazione di una consistente area dello Spolettificio di circa 10mila mq più altre superfici scoperte, saranno realizzati dei nuovi spazi da destinare alla Guardia di Finanza e al Comando Compagnia dell’Arma dei Carabinieri.

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