Categorie: Arte antica

Caravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta, a Palazzo Barberini

di - 24 Dicembre 2021

Il racconto biblico della fascinosa Giuditta che, implorando e ottenendo l’aiuto del Signore, mozza il capo al generale assiro Oloferne mentre questi, ammaliato dalla bellezza della donna ed ebbro di libagioni, giaceva inerme nella sua tenda dopo un sontuoso banchetto, ha fornito nel corso dei secoli numerose suggestioni alla letteratura e all’arte, fino ai nostri giorni. La femme fatale che tuttora fa capolino nelle produzioni televisive e cinematografiche reca l’impronta mnestica di questo cruento exemplum veterotestamentario. E come non ricordare, in pittura, le più addomesticate declinazioni novecentesche di Gustav Klimt e di Franz Von Stuck? Si deve all’umanista e occultista Cornelio Agrippa l’osservazione inattuale che, nelle sacre scritture, gli episodi attinenti alla crudeltà femminile portano spesso lo stigma dell’iniquità benedetta. La mostra inaugurata a fine novembre a Palazzo Barberini, ideata e curata da Maria Cristina Terzaghi, esplora gli esiti della ricezione di questa storia esemplare negli anni dominati dall’irruenza del Caravaggio e dagli artisti che a lui si ispirarono, in un percorso di ventinove dipinti, a partire da alcuni celebri precursori cinquecenteschi come Tintoretto e Lavinia Fontana.

Foto Alberto Novelli

Ci portiamo subito nel cuore della mostra a goderci il confronto tra la Giuditta caravaggesca appartenuta gelosamente al banchiere collezionista Ottavio Costa e ritrovata nel 1951 grazie all’intuito formidabile di Roberto Longhi, e la successiva Giuditta di Artemisia Gentileschi dipinta, se la cronologia in nostro possesso è esatta, circa un anno dopo il drammatico episodio dello stupro di cui la pittrice fu vittima ad opera del pittore Tassi, amico e sodale di suo padre, ed a cui spetta, a detta della curatrice «La palma d’oro dell’interpretazione del capolavoro caravaggesco».

Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, post 1654), Giuditta decapita Oloferne, 1612 circa. Olio su tela,Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

È verosimile che gli artisti dell’epoca avessero allenato l’occhio presenziando con diligenza alle esecuzioni capitali, frequentissime nella Roma papalina, allo scopo di studiare i gesti e le reazioni del corpo umano nell’attimo della morte, come prescritto da Lomazzo nel suo stimato trattato didascalico, e suggerito ancor prima dal sommo Leonardo. Nel capolavoro di Caravaggio questa sapienza anatomofisiologica acquisita sul campo rende immortale il dialogo stridente tra il volto raccapricciato di Oloferne, fermato nell’atto di esalare brutalmente la vita, e l’atteggiamento distaccato della donna, attenta a compiere con scrupolo la volontà divina davanti allo sguardo aggrottato della vecchia fantesca. Ritroviamo più o meno questa distanza metafisica tra i due protagonisti anche negli altri dipinti in mostra: soltanto Giuditta-Artemisia sembra malcelare nello sguardo partecipe la memoria dell’onta subita.

Battistello Caracciolo, Sant’Onofrio, 1625, Palazzo Barberini – Museo Nazionale d’Arte Antica

Non possiamo lasciare Palazzo Barberini senza recarci a far visita al Sant’Onofrio di Giovanni Battista Caracciolo detto Battistello, un pittore napoletano seguace del Caravaggio. Il dipinto a olio, che patisce una cromia alterata a causa del generale ingiallimento delle vernici, verrà restaurato nel nuovo anno grazie al sostegno economico della Fondazione Civita in partnership con la Tenuta Caparzo di Montalcino. Nel fondale atro, una luce metafisica rivela la stanca figura dell’asceta: ci lasciamo compenetrare dalla visione in cui ci sembra di cogliere, nel contrasto luministico, l’oggettivazione estetica di un tumulto interiore.

Condividi
Tag: artemisia gentileschi caravaggio Maria Cristina Terzaghi michelangelo merisi da caravaggio palazzo barberini roma

Articoli recenti

  • Mercato

La Venezia di Bellotto torna all’asta dopo 138 anni: stima fino a 6 milioni di sterline

Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerà al vaglio della casa…

8 Giugno 2026 18:28
  • Mostre

Barocco in metamorfosi: la resilienza del vivente di Aldo Salucci

"Aldo Salucci. Sospesi tra essere e divenire" è organizzata da CRAG – Chiono Reisova Art Gallery in collaborazione con Galleria…

8 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Dietro le linee di Mondrian: il restauro accende una nuova luce su un capolavoro

Dopo oltre cinque anni di studi e di restauri, il capolavoro di Piet Mondrian della Collezione Peggy Guggenheim torna esposto…

8 Giugno 2026 16:30
  • Fotografia

Il MAST di Bologna dedica una grande retrospettiva ai maestri della fotografia industriale Bernd e Hilla Becher

La fotografia come catalogo del paesaggio industriale: attraverso più di 350 fotografie originali in bianco e nero, la mostra bolognese…

8 Giugno 2026 16:24
  • Musei

MAXXI Roma: si chiude dopo tre anni il mandato di Francesco Stocchi

Nominato nel 2023, Francesco Stocchi concluderà a fine giugno il suo mandato alla direzione artistica del MAXXI di Roma: le…

8 Giugno 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

Un archivio della notte queer italiana: Sabato De Sarno cura la mostra di Ambrosia Fortuna al PAC

Ambrosia Fortuna racconta oltre dieci anni di comunità queer e drag tra Milano e Napoli attraverso fotografie, video e memorie…

8 Giugno 2026 14:30