Categorie: Arte antica

Tondo De Brecy, guerra tra Intelligenze Artificiali per l’attribuzione a Raffaello

di - 13 Settembre 2023

Nella lunga storia delle attribuzioni delle opere d’arte, abbiamo assistito ad accese dispute tra illustri studiosi ma questa volta a schierarsi su fronti opposti sono le Intelligenze Artificiali. Ma come, l’algoritmo non dovrebbe essere unico, inequivocabile, indubitabile? Sicuramente non nel caso del Tondo de Brecy, la cui paternità di Raffaello è dibattuta da anni.

Pochi mesi fa, grazie all’utilizzo di un software di riconoscimento facciale basato sull’Intelligenza Artificiale, sviluppato e applicato da un team di ricercatori dell’Università di Nottingham e dell’Università di Bradford, in Inghilterra, sembrava proprio che l’autore dell’opera dovesse essere proprio l’illustre urbinate. L’attribuzione “artificiale” aveva già fatto storcere il naso a vari esperti e adesso, a mettere in dubbio la decisione dell’algoritmo, c’è un altro algoritmo. Secondo un nuovo studio portato avanti da Carina Popovici, una scienziata e cofondatrice della società svizzera Art Recognition, il Tondo De Brecy non è di Raffaello.

Conservato nella collezione di George Lester Winward, che lo acquistò nel 1981, il dipinto su tela misura circa 95 cm di diametro e raffigura una Madonna con bambino. L’aspetto è molto simile a quello di una famosissima opera di Raffaello, la Pala della Madonna Sistina conservata nella Gemäldegalerie di Dresda, in Germania, di cui si credeva potesse essere solo una copia.

Il confronto diretto tra i volti delle due Madonne, comparati tramite il programma di Intelligenza Artificiale usato dalle università inglesi, aveva messo in evidenza una corrispondenza del 97%, mentre il confronto del bambino in entrambi i dipinti aveva prodotto una somiglianza dell’86%. «Una probabilità statistica molto alta che le opere d’arte siano di autori identici», spiegava Christopher Brooke, ricercatore onorario presso l’Università di Nottingham, esperto di analisi digitale delle immagini e coautore di un documento di ricerca sul ritrovamento. Diametralmente opposti i risultati dello studio di Popovici, che utilizzando un metodo simile di riconoscimento somatico, è arrivato a tutt’altra percentuale: all’85% il dipinto non è di Raffaello.

Art Recognition ha analizzato più di 500 opere di artisti diversi e a febbraio 2023 aveva lavorato su un altro Raffaello. Si trattava in quel caso della cosiddetta Madonna Flaget, un dipinto su tavola del XVI secolo, raffigurante una Madonna con Bambino e San Giovannino. La IA di Art Recognition lavora su una DCNN rete neurale convoluzionale profonda, un sistema di apprendimento automatico, o deep learning, il cui funzionamento è ispirato ai processi biologici alla base dell’organizzazione della corteccia visiva animale. In sostanza, il processo insegna alle macchine a riconoscere e associare elementi, forme e colori per astrazione, esattamente come facciamo noi. Nel caso della Madonna Flaget, l’Intelligenza Artificiale era stata addestrata su un set di dati di alta qualità, contenente immagini di tutti i dipinti attualmente noti per essere stati creati da Raffaello e un set di contrasto di falsi, comparabili e contemporanei. Il sistema ha quindi identificato chiaramente le varie caratteristiche della mano di Raffaello, come la pennellata dell’artista, nonché le variazioni di colore e gli elementi compositivi.

Madonna Flaget

E dunque, chi ha ragione sul Tondo De Brecy? Forse l’ultima parola si potrebbe chiedere a una terza intelligenza artificiale? Chissà, intanto chi vuole dare un’occhiata da vicino può fare un salto alla Cartwright Hall Art Gallery, dove l’opera rimarrà esposta fino a gennaio 2024.

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