A New York, ModernHaus è il nuovo hotel d’arte tra le gallerie di SoHo

di - 31 Ottobre 2025

A New York, nel cuore di SoHo, c’è un hotel che vanta al suo interno la collezione privata di un collezionista. Le opere sono presentate non come in una galleria ma in modo organico, parte dell’esperienza di vacanza (o staycation), un po’ come quando si gira tra le sale della Frick Collection, che da poco si è trasferita di nuovo nella sua sede originaria sulla Settantaduesima.

Il ModernHaus è un vero e proprio hotel d’arte ispirato alla Bauhaus e presenta una collezione che comprende decine di dipinti e sculture di artisti come Hans Hartung, George Condo, Harland Miller, Jean Dubuffet, Hans Hofmann, Nicolas Party e Kaws. La struttura del ModernHaus SoHo è unica anche per la sua forma esterna, con più spazio all’aperto rispetto a qualsiasi altro hotel nel centro di Manhattan, offre una rara oasi urbana nel cuore della città. Situato in una strada che incrocia la Sixth Avenue, la piccola hall in marmo con soffitti alti vi accoglie con tre enormi tele multicolori di Harland Miller.

All’entrata si ha il primo assaggio delle opere d’arte ospitate nell’hotel, tra cui decine di dipinti e sculture distribuiti nelle diverse camere e nelle aree comuni. Tutto proviene dalla collezione personale di Jack J. Sitt, direttore del Thor Equities Group, che ha supervisionato la curatela delle opere e anche la ristrutturazione dell’hotel stesso.

Ph. Francesca Magnani

L’hotel in passato era il The James New York – SoHo e ha riaperto dopo una ristrutturazione durata quasi un anno e mezzo come primo marchio alberghiero del Thor Equities Group. Sitt ha supervisionato il progetto a tutti i livelli offrendo il suo contributo su tutto, dai prodotti da bagno alle uniformi del personale, e curando le opere d’arte della sua collezione da esporre sulle pareti. Sitt ha lavorato al design della struttura insieme alla consulente di interior design Melissa Bowers. È l’estetica minimalista di Bowers – linee pulite, armonia geometrica, grandi finestre – che strizza l’occhio alla Bauhaus.

Ph. Francesca Magnani

In ogni camera la vista, attraverso due pareti di finestre a tutta altezza sia nel soggiorno che nella camera da letto, si affaccia su una vasta distesa su SoHo e oltre. Ma per noi è stato lo spazio del bar sul tetto a offrire l’emozione più forte, il cielo cangiante sopra lo skyline di New York. L’ultimo piano è occupato dal bar Jimmy. Nulla di più newyorkese che guardare il passaggio delle nuvole al tramonto nella brezza autunnale con un drink in mano.

Ph. Francesca Magnani
Ph. Francesca Magnani
Ph. Francesca Magnani
Ph. Francesca Magnani

Dal ModernHaus SoHo si arriva alle gallerie di SoHo in meno di cinque minuti. Noi abbiamo cominciato dalla Marian Goodman Gallery (di cui parlammo qui) che presentava la serie di Gabriel Orozco, Partituras. Avendo suonato il pianoforte in modo improvvisato per molti anni, Orozco paragona questa pratica al disegno nel tempo e nello spazio, utilizzando il suono e l’acustica. I dipinti di Partituras esplorano la traduzione di questi schizzi musicali nel suo caratteristico linguaggio geometrico, creando opere che risuonano con ritmi e tempi mutevoli. La galleria era semivuota e lo spazio offriva un luogo di tranquillità e riflessione insolito in mezzo al traffico di Broadway.

Ph. Francesca Magnani
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