Antares. Laboratorio di pittura Extra Ordinario
Daniele Capra, curatore del catalogo, ci parla della mostra come esito di «un lungo lavoro frutto del workshop Extra Ordinario realizzato da maggio a settembre 2023, presso il padiglione Antares situato a Marghera, nell’area industriale del VEGA.»
Questo progetto nacque quattro anni fa come critica nei confronti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, ritenuta responsabile di non essersi adeguatamente preoccupata dei suoi studenti e delle loro necessità. Essi richiedevano infatti spazi di lavoro, luoghi di condivisione e scambio fuori delle aule accademiche.
Ecco che Extra Ordinario, cerca di rispondere a queste esigenze e «questa esposizione – continua Daniele Capra -, frutto di una selezione delle opere realizzate durante l’ultimo workshop, rappresenta una sorta di coronazione di questi quattro anni di lungo e duro lavoro.»
Il risultato più tangibile di Antares è la nascita di Atelier F che scaturisce dalla volontà di ampliare e far crescere quel primo germoglio seminato dal Workshop, al fine di ricreare un ambiente stabile e solido in cui continuare la collaborazione fra artisti e docenti dell’Accademia.
La didattica al suo interno è orizzontale e qui più di un centinaio di artisti, dai più giovani ai più affermati, dialogano fra di loro allo stesso piano, mossi dalla sola volontà di continuare questo scambio di pratiche e metodologie pittoriche. La competizione viene messa da parte, a favore di una pacifica comprensione del lavoro e del merito di ciascuno, l’atmosfera al suo interno è di condivisione e di confronto reale al fine di creare uno spazio sano e stimolante da cui possa emergere la creatività, linfa vitale degli artisti.
Fra le mura di Antares, Daniele Capra sostiene infatti che, «si sta consolidando l’idea di una scuola di pittura veneziana», dall’approccio didattico «molto più evoluto, non su base stilistica.»
Nebojša Despotoviċ, artista e docente conclude infine sottolineando come sia determinante e rilevante il fatto di essere parte di questa dimensione, che incrementa la preparazione artistica e professionale dell’artista. In questo spazio c’è un qualcosa che trasla dall’insegnamento accademico e, spingendosi oltre la vita professionale, arriva a soffermarsi sull’anima stessa dell’artista, il quale viene visto non solo come professionista ma anche come «individuo che ha bisogno di essere sopportato e sostenuto.»
In un mondo di relazioni professionali, Antares emerge nel paesaggio Veneziano come una vibrante realtà salvifica, ben capace di accompagnare e condurre assieme a lei, e con lei, sia professionalmente che umanamente, gli artisti – o meglio gli individui- che la compongono e la definiscono.
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