Antonio Catelani, Berliner Blau, Rizzuto Gallery Palermo
Sarà visitabile fino al 30 Aprile, alla Rizzuto Gallery di Palermo, la mostra “Berliner Blau” di Antonio Catelani sulla serie pittorica Abwesenheiten in Preuβisch Blau (Assenze in Blu di Prussia). Questo ciclo pittorico, che segue quello dei monocromi neri, segna il lavoro del pittore fiorentino nel decennio 2012-2022.
Leggiamo, nel testo d’accompagnamento alla mostra, le parole di Catelani: “Attraverso l’uso di un telaio serigrafico, utilizzato come mero filtro, il colore ad olio passa sulla tela dove il contatto del tessuto serigrafico sul colore definisce la texture e al contempo genera l’immagine che autonomamente si rivela al centro del dipinto. Per pressioni e rilasci del telaio serigrafico è il colore stesso a distendersi o sollevarsi mostrando la tensione del piano pittorico nella sua interezza”.
La spiegazione del processo materiale che racconta lo svolgimento del farsi dell’opera è fondamentale per la fruizione del lavoro: di questo come di tutta l’arte contemporanea.
Ogni tela di Catelani subisce un gesto dell’artista, una tensione nei confronti del produrre pittorico. Questo gesto “determinato” si fa in un levare materico – che si accumula in altri punti della tela – che dà una visione in negativo del piano, che coincide all’ossidazione del colore, natura ontologica di questo pigmento.
Infatti: “Il blu di Prussia è un colore altamente instabile, destinato al mutamento cromatico […]. Il composto chimico denominato ferrocianuro ferrico dà vita ad un particolarissimo blu, conosciuto anche come Eisenblau (blu di ferro) che, sotto l’azione della luce solare e a contatto con la preparazione della tela vira cromaticamente, assume un aspetto cangiante ed infine torna alla sua origine di materia ferrosa letteralmente arrugginendo”.
Grazie all’uso serigrafico del blu di Prussia, unico colore usato in questi monocromi, l’opera non si dice compiuta perché essa cambia nel tempo e con la luce in un modo che esclude nettamente il volere dell’artista che dunque si pone come spettatore di un risultato non compiuto, attendendo esiti inattesi sulla tela.
Le opere sono inoltre installate in raggruppamenti differenti, per avere una visione emozionale movimentata: una fila di tele a parete, un gruppo da solo, un a solo. In alcune tele un chiodo è posizionato a ¾ del quadro, per creare una dimensione obliqua in cui la luce possa riflettersi in modi differenti sul piano. Catelani passa così dall’uso del nero all’uso del blu ripensando all’autorialità, di cui tanto pregni erano i monocromi neri, ma assente è nei monocromi blu. La processualità diventa protagonista: il tempo è conditio prima.
Rituali, incomunicabilità e memoria personale, nelle stanze di Spazio Studi Arte, a Roma: il progetto Roommates torna per il quarto…
Il tema atavico delle nuvole è al centro della mostra collettiva di XNL Piacenza, dove venti artisti trasformano un'immagine antica…
Con l’apertura del Palazzo delle Arti e delle Culture (PAC) a Palazzo Erizzo Nani Mocenigo, la Fondazione Giancarlo Ligabue istituisce…
Negli spazi di Brun Fine Art a Venezia, Anne de Carbuccia presenta una serie di sculture specchianti che riprendono l'immaginario…
A Villa Fiorentino di Sorrento inaugura Turning to the light, una mostra collettiva sul ruolo della luce nell’arte contemporanea, che…
Da Genital Panic a Syntagma, cinque opere fondamentali per rileggere la ricerca radicale di VALIE EXPORT, pioniera dell’arte femminista e…