Padiglione Finlandia, Giardini della Biennale di Venezia, ph. Ugo Carmeni
Le artiste Pia Lindman, Vidha Saumya e Jenni-Juulia Wallinheimo-Heimonen sono state selezionate per esporre nel Padiglione della Finlandia alla 60ma Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Venezia, che si terrà nel 2024. Il progetto sarà curato da Yvonne Billimore e Jussi Koitela e prodotto da Frame Contemporary Art Finland, fondazione supportata dal Ministero della Cultura finlandese, la cui missione è promuovere l’arte contemporanea nazionale all’estero. Per la Biennale di Venezia del 2024, Frame commissionerà a ciascun artista la realizzazione di nuove opere, che saranno presentate nell’iconico Padiglione ai Giardini, firmato dal grande architetto Alvar Aalto e costruito nel 1956, inizialmente pensato come provvisorio e poi mantenuto stabile. L’annuncio del Padiglione della Finlandia segue quelli, diffusi nelle scorse settimane, per i padiglioni Canada, Svizzera, Gran Bretagna, Australia, Francia.
«Siamo entusiasti di questa opportunità di lavorare insieme in una collaborazione poliedrica che reinventa il padiglione così come il tipo di arte, corpi ed esperienze che il padiglione può supportare», hanno dichiarato congiuntamente le artiste e i curatori. «Nelle prime fasi, ci prenderemo del tempo per esplorare le relazioni tra le nostre pratiche individuali e condividere come le nostre esperienze vissute influiscono sul nostro lavoro. Questi scambi saranno gli elementi costitutivi della mostra», hanno continuato.
Nata a Espoo, in Finlandia, artista ed educatrice, Pia Lindman fu colpita da avvelenamento da mercurio e il suo sistema nervoso è rimasto sensibilizzato ai micro-segnali provenienti dall’interno del suo corpo. Conosciuta a livello internazionale per la sua performance relazionale e installazione Public Sauna, andata in scena anche al MoMA PS1 nel 2000, Lindman esplora le modalità attraverso cui i nostri corpi diventano il territorio di interazione tra privato e pubblico. La sua serie di video Thisplace è nella collezione del MoMA e a livello internazionale ha esposto in diverse città, come Città del Messico, Tokyo, Londra, Berlino, Parigi, Vilnius, Varsavia, Vienna ed Helsinki.
Nata nel 1984 a Patna, in India, naturalizzata Finlandese, di base a Helsinki, Vidha Saumya nella sua ricerca intreccia le nozioni dell’esilio e dell’utopia, mettendo in discussione le normative dell’estetica e delle ecologie socio-politiche. La sua pratica si fonda su un assiduo lavoro manuale, tra poesie, disegni, fotografie, video, libri, ricami, sculture, interventi culinari e artefatti digitali. È co-fondatrice e co-editrice di NO NIIN Magazine e membro fondatore del Museum of Impossible Forms.
Jenni-Juulia Wallinheimo-Heimonen è un’artista multidisciplinare e attivista della disabilità il cui lavoro spazia dalla scultura al video, fino alla performance. I suoi lavori affrontano la violenza strutturale, la discriminazione inquadrata come gentilezza e le questioni relative alle donne con disabilità. Ha ricevuto il Premio di Stato finlandese per l’arte multidisciplinare nel 2019 e ha contribuito alla realizzazione di laboratori di arte sociale.
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