Dio salvi il quarto plinto dal memoriale della Regina Elisabetta

di - 22 Settembre 2022

Si tratta di una delle commissioni pubbliche d’arte contemporanea più prestigiose al mondo ed è anche tipicamente british. Forse troppo. Il quarto plinto di Trafalgar Square, il leggendario “Fourth Plinth”, potrebbe essere usato per ospitare un memoriale permanente in onore della Regina Elisabetta, scomparsa a Balmoral, in Scozia, a 96 anni, l’8 settembre 2022, e sepolta insieme al marito, il principe Filippo, presso la King George VI Memorial Chapel al Castello di Windsor.

All’indomani dei solenni funerali di Stato, infatti, i ministri del Regno Unito e i funzionari reali sono stati impegnati in un acceso dibattito, per stabile in che modo onorare degnamente la monarca più longeva della storia britannica. E alla fine, la scelta più adatta potrebbe essere proprio il quarto plinto di Trafalgar Square. Ma non tutti sono d’accordo. Vari protagonisti del mondo dell’arte affermano che questa nuova destinazione rischierebbe di mettere fine a quella che è considerata tra le commissioni di arte pubblica più conosciute e importanti di sempre.

Il quarto plinto, posizionato a nord-est dell’iconica piazza londinese, doveva originariamente ospitare una statua equestre di Guglielmo IV ma l’opera non venne mai realizzata e la base rimase vuota per 150 anni. Fino al 1998, quando la Royal Society of Arts propose di valorizzare proprio la sua peculiarità di “non finito” e usarla come spunto per commissionare installazioni temporanee.

Dal 1999, con l’istituzione del bando presieduto dalla Fourth Plinth Commission, si sono succeduti artisti del calibro di Mark Wallinger, Rachel Witheread, Marc Quinn, Antony Gormley, Elmgren e Dragset, Hans Haacke e Michael Rakowitz. Tutti chiamati alla complessa e suggestiva prova di istituire un dialogo con un luogo non solo frequentatissimo ma anche stratificato di rimandi alla storia ufficiale del Regno Unito.

Michael Rakowitz, The Invisible Enemy Should Not Exist

Dalla nave dell’ammiraglio Nelson in bottiglia, realizzata  nel 2010 da Yinka Shonibare e prima commissione del Fourth Plinth affidata a un artista nero, al gallo blu cobalto di Katharina Fritsch, simbolo di forza e rigenerazione scelto nel 2015, spesso i progetti hanno fatto discutere e appassionare anche i non addetti ai lavori. Attualmente, il Fourth Plinth ospita THE END, la scultura “dolce” – cioè a forma di ciliegia e un po’ inquietante – di Heather Phillipson, uno dei nomi più caldi dell’arte anglofona, finalista del Turner Prize 2022.

Yinka Shonibare, Nelson’s Ship in a Bottle

Clare Lilley, direttrice dello Yorkshire Sculpture Park, ha affermato che «Sarebbe un vero peccato» cancellare il programma del Fourth Plinth che, con le sue sculture sempre diverse e dissacranti, è ormai un simbolo dell’apertura culturale e della lungimiranza artistica di Londra. Secondo Lilley, inoltre, il piedistallo non sarebbe comunque adatto per il memoriale della defunta regina, poiché si trova in una posizione scomoda, di fronte alla terrazza della National Gallery, e troppo vicino a «Gabinetti pubblici affollati», ha dichiarato a The Art Newspaper.

Secondo alcuni media londinesi, tra le altre ipotesi per commemorare la defunta regina, scomparsa a Balmoral, a 96 anni, l’8 settembre 2022, è in fase di studio la ridenominazione di strade, di parchi e persino dell’aeroporto di Heathrow. Certo, in una città in continua espansione e ridefinizione, difficile pensare che non si possa trovare una soluzione più conveniente per salvare sia la Regina che l’arte contemporanea.

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