Gagosian inaugura il nuovo spazio a New York con Duchamp e Rauschenberg

di - 27 Aprile 2026

Dopo quasi quattro decenni trascorsi al sesto piano dell’iconico edificio al 980 di Madison Avenue, il mega-gallerista Larry Gagosian compie una manovra strategica decisiva per ciò che riguarda la sua presenza a New York: “scendere in strada”. Il nuovo spazio — di circa 211 metri quadrati situati a piano terra — segna l’inizio di un “nuovo capitolo” che punta sull’accessibilità al pubblico nel cuore pulsante dell’Upper East Side.

La scelta di abbandonare le altezze per il piano strada deriverebbe da un’evoluzione della filosofia espositiva. Larry Gagosian ha infatti ammesso che la collocazione precedente — accessibile solo tramite ascensore — risultava talvolta intimidatoria per il pubblico. Situandosi ora a diretto contatto con il marciapiede, la galleria mira a integrarsi nel tessuto vitale dell’Upper East Side, perdendo l’aura di “fortezza privata” per abbracciare una dimensione più aperta e comunitaria.

Reception area. Photo by Owen Conway, courtesy of Gagosian

La storia del 980 di Madison Avenue

Il 980 di Madison Avenue è un indirizzo che porta in sé un’importante eredità storico-artistica: dal 1949 è stato la sede della leggendaria casa d’aste Parke-Bernet, un luogo sacro per il collezionismo del dopoguerra. L’opportunità di occupare il piano terra si è presentata in seguito all’acquisizione dell’edificio da parte di Bloomberg Philanthropies nel 2024, permettendo una ristrutturazione che ha unificato diversi spazi commerciali in un’unica arena espositiva d’eccellenza.

Il design, curato dall’architetto Jonathan Caplan, è stato pensato come un “oasi dell’arte”: un ambiente silenzioso, versatile e dotato di un’illuminazione d’avanguardia, capace di trasformarsi radicalmente a seconda delle esigenze delle mostre.

Duchamp e Rauschenberg: le mostre inaugurali di Gagosian New York

Per inaugurare questo tempio dell’arte contemporanea, Larry Gagosian ha scelto un percorso che affonda le radici nella storia dell’arte contemporanea, riservando una mostra a Marcel Duchamp, che in questo stesso edificio aveva esposto sessant’anni fa, presso la storica Cordier & Ekstrom Gallery.

La mostra presenta una selezione di readymade prodotti nel 1964 con la collaborazione del gallerista Arturo Schwarz, inclusi pezzi iconici come Roue de bicyclette (1964, dopo l’originale perduto del 1913) — l’unico esempio superstite non presente in una collezione museale pubblica — insieme a Fountain e L.H.O.O.Q.. È un’operazione di alta storiografia che mette in discussione i concetti di paternità e integrità dell’opera, riportando il “padre dell’arte contemporanea” dove il mercato americano imparò a conoscerlo davvero.

Marcel Duchamp 2026, installation view. Š Association Marcel Duchamp/ADAGP, Paris/Artists Rights Society (ARS), New York 2026. Photo by Owen Conway, courtesy of Gagosian

A fare da contrappunto, in una sala contigua, Gagosian presenta Robert Rauschenberg: Important Early Works from the Cy Twombly Foundation.Organizzata nell’anno del centenario della nascita di Rauschenberg, la mostra espone sei lavori cruciali provenienti dalla collezione privata dell’amico e sodale Cy Twombly.

Il legame tra i due artisti, incontratisi nel 1951 all’Art Students League di New York e uniti da viaggi formativi in Italia e Spagna, trova qui una dimensione quasi domestica e privata. Tra le opere spicca una delle prime sculture di Rauschenberg (1950), preservata proprio da Twombly in un’epoca in cui gran parte della produzione dell’artista veniva dispersa o distrutta, e l’intenso Untitled (1950), un cianotipo a grandezza naturale realizzato in collaborazione con Susan Weil.

Robert Rauschenberg, 2026, installation view. Š 2026 Robert Rauschenberg Foundation/Artists Rights Society (ARS), NY. Photo by Owen Conway, courtesy of Gagosian

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