Grandi novitĂ firmate Gagosian, arricchiscono lâestate artistica romana.
Dallo scorso 21 giugno fino al prossimo 31 agosto sarĂ infatti possibile visitare presso la sede di Gagosian in via Crispi, la mostra intitolata: Pat Steir: Paintings, Part II, secondo capitolo della prima personale dellâartista a Roma (ce ne siamo occupati in questo articolo).
In occasione dellâesposizione gli spazi sono stati interamente riallestiti in collaborazione con lâartista statunitense, creando nuovi dialoghi tra opere recenti appartenenti a diverse serie.
Nel 1969, mentre completava la sua ultima storica serie di dipinti, Barnett Newman scriveva: «PerchĂ© cedere a questi puristi e formalisti che hanno messo unâipoteca sul rosso, sul giallo e sul blu, trasformando questi colori in unâidea che li distrugge come colori? Avevo, quindi, il doppio stimolo di usare questi colori per esprimere ciĂČ che volevo fare, di rendere questi colori espressivi piuttosto che didattici e di liberarli dallâipoteca. PerchĂ© qualcuno dovrebbe avere paura del rosso, del giallo e del blu?» La provocazione di Newman sollevĂČ interrogativi profondi sul passato e sul futuro della pittura; una risposta ai gesti iconoclasti di Aleksandr Rodchenko e Piet Mondrian e al clima di sobrio minimalismo instauratosi in America, che include le ultime opere funeree di Mark Rothko e Ad Reinhardt e i dipinti neri di Frank Stella. Successivamente, nel corso del tempo, pittori come Brice Marden, Philip Taaffe, Kerry James Marshall e molti altri, sono stati spinti a rispondere a Newman in modi assolutamente diversi e assai personali con opere che riaffermano la vitalitĂ del loro linguaggio.
Steir aggiunge dunque il proprio audace contributo a questo discorso sulla pittura con la suite di tre dipinti dalle stesse dimensioni esposta a Roma, si tratta di Red Pour, Yellow Pour e Blue Pour (tutti realizzati questâanno).
Liberando un flusso di vividi colori primari realizzati con unico gesto dal bordo superiore verso il centro della tela scura, lâartista esegue unâoperazione compositiva casuale che unisce moderazione ascetica ed espressivitĂ spudorata. Questa tensione produttiva crea una risposta pittorica che, sebbene elegiaca, Ăš carica di vita e delle sue contingenze.
Pat Steir, classe 1940, Ăš nata a Newark, New Jersey; attualmente vive e lavora a New York. Le sue opere sono incluse, tra le altre, nelle seguenti collezioni: Fondation Cartier pour lâart contemporain, Parigi; MuseĂ© du Louvre, Parigi; Kunstmuseum Berna, Svizzera; Tate Modern, Londra; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Metropolitan Museum of Art, New York; Museum of Modern Art, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Philadelphia Museum of Art; National Gallery of Art, Washington, DC; e Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, DC. Tra le mostre personali nei musei si annoverano: Whitney Museum of American Art, New York (1997; 2010â11); Dâacqua e dâaria: Pat Steir, opere dal 1986 al 2003, Galleria Nazionale dâArte Moderna e Contemporanea, Roma (2003); Silent Secret Waterfalls: The Barnes Series, Barnes Foundation, Philadelphia (2019); Color Wheel, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, DC (2019â21); e Long Museum West Bund, Shanghai (2021â22).
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