Il cielo da liberare: la petizione di Casa Sponge per la no-fly zone

di - 17 Marzo 2020

Casa Sponge aspira a divenire Riserva di cielo. Lo spazio di ricerca marchigiano, sulle colline di Pergola, mira ad avere il cielo sopra di sé libero dall’inquinamento da idrocarburi ed acustico. Con i suoi cinque ettari di terra e grazie alla sua collocazione è la candidata ideale per quella che appare una missione impossibile. Per realizzare questo ambizioso sogno, occorre l’aiuto di tutti e invitiamo a firmare e condividere la petizione su Change.org. Con questa istanza, Casa Sponge accoglie l’iniziativa “Cielo riservato al Cielo” dell’artista Gabriele Germano Gaburro, nella scia dell’associazione culturale Carico Massimo, per istituire una no-fly zone.

Si richiede che il cielo sopra l’Associazione Culturale Casa Sponge venga dichiarato no-fly zone permanente, con l’interdizione al sorvolo estesa sui 50’000 metri quadri della proprietà e fino alla quota di 30’480 metri; limite dove si concentra il 99% della nostra atmosfera. La sorgente di questa Riserva: le coordinate 43°33’29”N 12°52’02”E.

L’esterno di Casa Sponge, foto Natascia Giulivi

Tutelare l’elemento naturale dell’Aria dal terrorismo quotidiano delle funzioni umane, a cui la sua esistenza viene d’abitudine asservita. La sua liberazione da qualunque suo utilizzo come mezzo, con il conseguente riconoscimento di questo spazio in quanto entità vivente, sacro, fine a se stesso. Ottenere una regolamentazione di simili richieste eccezionali, così da agevolare altri enti privati come le associazioni no-profit che volessero intraprendere una simile azione. Questi i punti cardine della petizione.

Laddove la richiesta della suddetta no-fly zone permanente non si potesse soddisfare, in quanto valutata incompatibile con le attività aeronautiche civili e militari preesistenti, si richiederà un atto simbolico. Un documento in cui si attesti che in data xx/xx/xx, per la durata di un’ora, dalle ore xx:xx alle ore xx:xx, il cielo sopra Casa Sponge verrà dichiarato no-fly zone. Un Adyton temporaneo, un tempio d’aria in cui nulla di umano possa volarvi all’interno.

Decolonizzato, il cielo torna al cielo: libero, indeterminato, senza genere. La relazione tra Casa Sponge e il “suo” cielo è di sovrapposizione senza appartenenza: il cielo non è “di” ma semplicemente… sopra. Il cielo torna al cielo: preumano, sgombero, di nessuno.

La richiesta razionalizza e regolamenta un’esigenza spirituale, rendendo possibile e costituendo il modello per future richieste da parte di altre associazioni, le quali vogliano liberare il “proprio” cielo e, idealmente, unirlo a quello “di” Casa Sponge.

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