Casa Sponge aspira a divenire Riserva di cielo. Lo spazio di ricerca marchigiano, sulle colline di Pergola, mira ad avere il cielo sopra di sé libero dall’inquinamento da idrocarburi ed acustico. Con i suoi cinque ettari di terra e grazie alla sua collocazione è la candidata ideale per quella che appare una missione impossibile. Per realizzare questo ambizioso sogno, occorre l’aiuto di tutti e invitiamo a firmare e condividere la petizione su Change.org. Con questa istanza, Casa Sponge accoglie l’iniziativa “Cielo riservato al Cielo” dell’artista Gabriele Germano Gaburro, nella scia dell’associazione culturale Carico Massimo, per istituire una no-fly zone.
Si richiede che il cielo sopra l’Associazione Culturale Casa Sponge venga dichiarato no-fly zone permanente, con l’interdizione al sorvolo estesa sui 50’000 metri quadri della proprietà e fino alla quota di 30’480 metri; limite dove si concentra il 99% della nostra atmosfera. La sorgente di questa Riserva: le coordinate 43°33’29”N 12°52’02”E.
Tutelare l’elemento naturale dell’Aria dal terrorismo quotidiano delle funzioni umane, a cui la sua esistenza viene d’abitudine asservita. La sua liberazione da qualunque suo utilizzo come mezzo, con il conseguente riconoscimento di questo spazio in quanto entità vivente, sacro, fine a se stesso. Ottenere una regolamentazione di simili richieste eccezionali, così da agevolare altri enti privati come le associazioni no-profit che volessero intraprendere una simile azione. Questi i punti cardine della petizione.
Laddove la richiesta della suddetta no-fly zone permanente non si potesse soddisfare, in quanto valutata incompatibile con le attività aeronautiche civili e militari preesistenti, si richiederà un atto simbolico. Un documento in cui si attesti che in data xx/xx/xx, per la durata di un’ora, dalle ore xx:xx alle ore xx:xx, il cielo sopra Casa Sponge verrà dichiarato no-fly zone. Un Adyton temporaneo, un tempio d’aria in cui nulla di umano possa volarvi all’interno.
Decolonizzato, il cielo torna al cielo: libero, indeterminato, senza genere. La relazione tra Casa Sponge e il “suo” cielo è di sovrapposizione senza appartenenza: il cielo non è “di” ma semplicemente… sopra. Il cielo torna al cielo: preumano, sgombero, di nessuno.
La richiesta razionalizza e regolamenta un’esigenza spirituale, rendendo possibile e costituendo il modello per future richieste da parte di altre associazioni, le quali vogliano liberare il “proprio” cielo e, idealmente, unirlo a quello “di” Casa Sponge.
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…
Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…
In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…
Il Levante Prize torna all’Accademia di Belle Arti di Lecce con una mostra che mette in dialogo giovani artisti italiani…
Arcangelo Esposito torna a esporre a Napoli dopo più di 40 anni, per una mostra al Blu di Prussia: nelle…