Kora porta l’arte contemporanea nel cuore del Salento: al via tre progetti

di - 3 Luglio 2025

C’è chi dice che l’arte contemporanea sia destinata a essere materia solo delle grandi città. Poi ci sono luoghi come KORA – Centro del Contemporaneo a Castrignano de’ Greci, nella Grecìa Salentina, dove l’arte diventa esperienza viva, un attraversamento costante e dinamico. A riprova di ciò, dal 4 luglio 2025 è qui che si apre una nuova stagione che non è solo programmazione ma una voce plurale: tre aperture simultanee – la mostra collettiva Selvatica a cura di IUNO, Natura morta dell’artista Yirong Wu e il live Coralli di Silvia Tarozzi per la rassegna sonora Ogni Altro Suono – che segnano l’inizio di un’estate che promette arte e ricerca. Un trittico inaugurale che conferma con fermezza, ancora una volta, la direzione di RAMDOM: abitare il margine come spazio generativo e trovare nell’arte un linguaggio poroso, stimolando il territorio senza nostalgia ma con la giusta radicalità affettiva.

La programmazione delle mostre si inserisce all’interno del più ampio progetto Il Borgo del Contemporaneo, sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU, che ha trasformato gli spazi del Palazzo Baronale De Gualtieriis in un luogo di produzione culturale permanente, dove il tempo non è mai solo cronologia ma stratificazione.

Francis Upritchard, Brilliant Italian Idea, 2022 Gomma balata, base in pietra leccese 72 × 42 × 63 cm Courtesy dell’artista e Kate MacGarry, Londra

Selvatica è una mostra per chi riconosce l’eco delle radici, per chi sa che esiste una voce del femminile che non si piega alla domesticazione. A cura di IUNO, il progetto curatoriale di Cecilia Canziani, Ilaria Gianni e Giulia Gaibisso esplora il concetto di selvatico come margine, radice, caos originario e forza resistente, in grado di accogliere l’irrazionale e rimettere in discussione i codici dominanti della cultura occidentale. In mostra, le opere di Chiara Camoni, Cleo Fariselli, Gaia Fugazza, Helena Hladilová, Lucia Leuci, Grossi Maglioni, Cynthia Montier, Caterina Morigi, Marta Roberti, Francis Upritchard e Alice Visentin che si intrecciano in una coralità potente, che sovverte le categorie di norma, natura e cultura. Selvatica sarà visitabile fino al 18 gennaio 2026, con aperture serali dal giovedì alla domenica, pensate per favorire un’esperienza immersiva e libera.

Chiara Camoni, Grandi Sorelle

Alle 20:30 dello stesso giorno, le porte si spalancano alla musica. Con il live Coralli di Silvia Tarozzi prende avvio la nuova edizione della rassegna Ogni Altro Suono, curata da Donato Epiro e sostenuta dal Ministero della Cultura – FNSV. Silvia unisce violino, voce ed elettronica in un flusso a più livelli che evoca mondi marini, archetipi e affioramenti del non detto. Il suo intervento, pensato appositamente per lo spazio di KORA, inaugura un percorso di ascolto che si sviluppa fino a dicembre. La rassegna nata per esplorare le potenzialità del suono contemporaneo e il suo dialogo con lo spazio architettonico, svelerà progressivamente gli artisti coinvolti, costruendo un calendario musicale che diviene una partitura di relazioni.

Silvia Tarozzi

Chiude idealmente il trittico inaugurale Natura morta, progetto dell’artista cinese Yirong Wu, risultato della residenza a KORA nell’ambito del format Ogni casa è un villaggio, dedicato al sostegno della ricerca di giovani artisti internazionali. Tra fotografia, installazione e materiali compositi, Wu esplora il rapporto ambivalente tra paesaggio e corpo, forma e rappresentazione, estetica e norma. La mostra sarà visitabile fino al 20 luglio 2025.

Tre momenti, tutti gratuiti, un solo gesto poetico: KORA conferma il proprio ruolo come spazio vivo per la produzione culturale, accogliendo artisti, curatori e performer in un dialogo costante con il territorio e con la comunità. Le attività proseguiranno per tutta l’estate con nuovi appuntamenti di Ogni Altro Suono, in attesa dell’apertura della collezione permanente prevista per l’autunno 2025: un ulteriore tassello insieme a quello di Kora_Extended, progetto digitale stabile pensato per far vivere l’arte oltre gli spazi fisici, che permette al centro culturale di continuare a immaginare e comporre una nuova geografia del contemporaneo.

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