Mimmo Paladino, ph. Lorenzo Palmieri
Figura di spicco della Transavanguardia e artista tra i più influenti del secondo Novecento in Italia, Mimmo Paladino sarà al centro di un doppio progetto espositivo a Perugia e Spoleto, a partire dal 31 ottobre 2025, promosso dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Nazionali Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia. Curata da Costantino D’Orazio, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, e Aurora Roscini Vitali, storica dell’arte e operatrice museale presso la stessa istituzione museale, con la partecipazione dell’artista, la rassegna si articolerà tra la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e la Rocca Albornoz di Spoleto.
A Perugia, oltre 40 opere ripercorreranno l’intera traiettoria artistica del Maestro, dalle sperimentazioni fotografiche degli anni Settanta al ritorno alla figurazione negli anni Ottanta, dalle grandi tele alle installazioni che uniscono pittura, scultura e architettura in un’unica visione densa di richiami al sacro e alla mitologia. Tra le opere in mostra, Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro, lavoro del 1977, primo esempio del nuovo linguaggio figurativo che avrebbe segnato la sua carriera.
Il percorso si soffermerà sul dialogo che l’artista ha intessuto nel tempo con l’Arte Povera e con i maestri americani della Pop Art, come Robert Rauschenberg, mettendo in luce la capacità di Paladino di assimilare influenze diverse mantenendo una cifra espressiva profondamente personale e riconoscibile.
Alla Rocca Albornoz di Spoleto, invece, protagonista sarà la scultura, con una sezione dedicata a I dormienti (1998), una delle installazioni più celebri dell’artista. L’opera, composta da enigmatiche figure sdraiate in terracotta, sarà affiancata da altri lavori plastici che testimoniano il costante interesse di Paladino per la forma e per il simbolismo arcaico.
L’omaggio all’artista campano si estenderà anche al paesaggio urbano, con una serie di interventi site specific. A partire da Concerto in piazza, grande opera installata già a giugno sulla facciata di Palazzo Baldeschi, che riveste il cantiere della Fondazione Perugia con un tessuto visivo ispirato alle tradizioni umbre. Quest’opera diventa il filo conduttore delle luminarie d’artista che, per la prima volta, illumineranno Corso Vannucci durante le festività natalizie: un progetto inedito che traduce i segni pittorici di Paladino in luce, raccontando la “festa” umbra attraverso la visione di un grande interprete del contemporaneo.
Mimmo Paladino nasce a Paduli, in provincia di Benevento, nel 1948. Dopo gli esordi legati alla ricerca concettuale e fotografica, si impone alla fine degli anni Settanta come figura centrale della Transavanguardia, movimento teorizzato da Achille Bonito Oliva. Alternando pittura, scultura, installazione, scenografia, grafica e confrontandosi con altre discipline, dal cinema al teatro, il suo linguaggio si distingue per il recupero della figurazione, la stratificazione simbolica, il riferimento costante alle culture mediterranee e preclassiche. Nel corso di una lunga e prolifica carriera, Paladino ha esposto nei maggiori musei in tutto il mondo, come il Centre Pompidou di Parigi e il MoMA di New York, oltre che in manifestazioni come la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel.
Proprio poche settimane fa, il Comune di Poggibonsi, in Toscana, ha conferito all’unanimità la cittadinanza onoraria a Paladino, a 25 anni dalla realizzazione de I dormienti presso la Fonte delle Fate, nell’ambito del progetto Arte all’Arte promosso da Associazione Arte Continua. L’opera, accompagnata da una colonna sonora originale di Brian Eno, fu donata al Comune nel 2000, contribuendo a trasformare la città toscana in un punto di riferimento per l’arte contemporanea.
Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…
Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…
Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…
Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…
Curve, cerchi e linee ondulate, al centro della mostra che la sede parigina di Hauser & Wirth dedica Sophie Taeuber-Arp:…