Impraticabilità degli stereotipi: i corpi di Francesca Lolli al CAOS di Terni

di - 17 Luglio 2022

All’interno della Project Room Sala Ronchini del CAOS di Terni, l’artista Francesca Lolli (1976) presenta la sua mostra personale “Io non sono qui”, con l’obiettivo di porre l’attenzione su tematiche come la lotta agli stereotipi e alle discriminazioni di genere e il ruolo marginalizzato della donna nel contesto sociopolitico, offrendo spunti visivi e concettuali per combattere l’ideologia patriarcale alla base della cultura misogina della società contemporanea.

L’opera di Lolli può essere racchiusa in un’unica parola, come lei stessa afferma: “urgenza”. «È l’urgenza che porta alla comunicazione, e i mezzi che ho scelto per fare ciò sono quelli a me più congeniali: il corpo e il video. Attraverso di essi cerco di essere veicolo di emozioni, cerco di sublimare la mia visione della vita e del mondo che mi circonda e molto stesso possiede. L’obiettivo principale della mia ricerca è ricevere ed elaborare il ‘qui e ora’, di parlare del presente e di poterlo trasporre cercando di renderlo universale. Vorrei che il mio corpo (dal vivo o passando attraverso l’obiettivo) fosse un mezzo pulsante e ricettivo dei mali (e beni) dell’epoca nella quale mi è dato vivere».

Artist Must Be Beautiful in 2014, 2014, frame da video, courtesy l’artista

L’urgenza dei temi affrontati non pregiudica la qualità dei processi formativi dell’opera di Lolli, come afferma Pasquale Fameli, Dottore di ricerca all’Università di Bologna e Responsabile Scientifico del CAOS di Terni. I lavori dell’artista, infatti – sia che essi siano video, installazioni o performance – offrono un sottile quanto intellegibile superamento della femminilità stereotipata, cristallizzata nelle affermazioni, tanto sconsiderate quanto tristemente inconsce della società contemporanea. Lolli chiama a raccolta il qualunquismo della disparità di genere per incatenarlo attraverso i suoi stessi elementi costitutivi, proponendone una decostruzione che ha il duplice obiettivo di mistificare e ridicolizzare la narrazione misogina e patriarcale della contemporaneità.

In Uterus (Following patriarchal beauty standards since 1976), 2016, frame da video, courtesy l’artista

Per far ciò, il linguaggio di Lolli indugia spesso in una dimensione giocosa e irriverente che, sfruttando la relazionalità dello spettatore con l’opera, propone una serie di cortocircuiti che intendono smantellare l’idea stereotipata della soggettività femminile e ridicolizzare le discriminazioni che la interessano.

RiGenerazione, 2017, frame da video, courtesy l’artista

In questa prospettiva trovano spazio, nella mostra, cinque videoinstallazioni di Lolli, da Just Want to be a WoMan (2014) a La santa e la puttana (2021), quest’ultima presentata alla 15ma edizione di Videoart Yearkbook, rassegna dedicata alla videoarte italiana curata da Renato Barilli, Piero Deggiovanni, Pasquale Fameli e Silvia Grandi. In aggiunta, Francesca Lolli ha realizzato per l’occasione due installazioni site-specific: Non ti scordar di me, dove al di sotto di un altare di rose bianche vi è una donna che giace mentre veste un abito da sposa. Col trascorrere del tempo i fiori avvizziranno ma la donna rimarrà sé stessa, nel suo sonno indisturbato.

La santa e la puttana, 2021, frame da video, courtesy l’artista

Nel foyer del CAOS trova spazio Tutte le volte che, altra opera inedita e praticabile: il visitatore è invitato a sedersi su di una poltrona la cui imbottitura è riempita di sassi, mentre osserva da un televisore a tubo catodico le immagini distorte di una donna che tenta di comunicare all’esterno alcuni pensieri tratti da Anarchia e femminismo di Emma Goldman (1910). Il disturbo audiovisivo, che annulla il potere della parola e dei gesti della donna, viene percepito come un’imposizione della struttura patriarcale della società, che preferisce relegare la donna a immagine sensuale, pubblicitaria, svuotata di qualsiasi intento d’autodeterminazione.

Non ti scordar di me, 2022, frame da video, courtesy l’artista

Attraverso le figure femminili presentate in “Io non sono qui”, Francesca Lolli comunica con dirompente forza formale l’impellenza del tema della disparità di genere, proponendone il suo superamento attraverso una lotta visiva che, dal quotidiano al contesto sociopolitico, si può compiere a partire dalla comprensione profonda delle radici della discriminazione strutturata nei confronti della donna.

Tutte le volte che, 2022, frame da video, courtesy l’artista
Tutte le volte che, 2022, opera site-specific praticabile, foto dell’autore

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

C’è una lotteria in cui si può vincere un’opera di Picasso da un milione

120mila biglietti, un solo vincitore e un’opera da museo: la lotteria internazionale che mette in palio un’opera autentica di Pablo…

14 Gennaio 2026 13:54
  • Arte contemporanea

Padiglione Sudafrica fuori dalla Biennale 2026, il caso si complica

Il ministero della cultura del Sudafrica ha sollevato accuse di ingerenze straniere che avrebbero motivato la decisione di escludere la…

14 Gennaio 2026 12:30
  • Progetti e iniziative

Nelle opere di Andrea Mirabelli si mette in scena la fragilità del potere

Il ciclo di mostre nel foyer del teatro Pacta di Milano prosegue con una esposizione di opere di Andrea Mirabelli…

14 Gennaio 2026 11:30
  • Design

Fare la spesa al MoMA Mart: a New York il cibo diventa design

Lampade, orologi, arredi e altri oggetti, a forma di pane, pizza, hamburger e pomodori: al MoMA Mart di New York,…

14 Gennaio 2026 10:25
  • Libri ed editoria

I Chumbawamba e l’economia della cultura, nel nuovo libro di Franco Broccardi

Un saggio ironico e rigoroso, recentemente pubblicato da Franco Broccardi ed edito da Nomos, smonta i cliché sul valore della…

14 Gennaio 2026 9:33
  • exibart.prize

exibart prize incontra Giorgio Micco

Tendo a impostare la fase di ricerca e sviluppo di un progetto o di una serie di lavori secondo una…

14 Gennaio 2026 8:49