Teatro Anatomico, Palazzo delle Esposizioni
Il poeta francese Paul Valery scriveva che ciò che c’è di più profondo nell’essere umano, è la pelle. Non si direbbe un paradosso: la pelle è il confine fisico che separa il mondo esterno dalla nostra interiorità, in una meravigliosa articolazione di senso e spazio che spesso fatichiamo a cogliere appieno. Per esplorare la complessità del corpo umano (e non solo umano!), al Palazzo delle Esposizioni di Roma inaugurano tre mostre che dialogano tra loro da un piano all’altro.
Il Presidente del CdA Palaexpo, Cesare Pietroiusti, ha parlato di tre diversi modi di pensare al corpo: fisico, materiale e sensibile. Una netta presa di posizione antropologica sul valore della corporeità, riconoscendole la dovuta importanza nell’epoca dove il virtuale l’ha resa sempre più effimera.
Sublimi Anatomie è la mostra che rivela il sublime nel corpo umano attraverso i secoli. Come ha sottolineato anche il vicesindaco e Assessore alla Crescita Culturale, Luca Bergamo, è un’iniziativa unica nel suo genere, all’incrocio tra pratiche artistiche e imprese scientifiche. D’altronde l’anatomia è una materia che oltrepassa i rigidi confini di arte e scienza; nasce come disciplina scientifica, che fin da subito fa ricorso agli artisti per collezionare immagini dei propri studi.
La stessa vocazione interdisciplinare anima la mostra, che combina la storia dell’anatomia con la ricerca artistica contemporanea. Tra i tanti, sono presenti le opere di Dennis Oppenheim, Gary Hill, Ketty La Rocca e Marisa Merz. Motivo d’orgoglio è la presenza di tre cere anatomiche settecentesche, recentemente restaurate, che non avevano mai lasciato la collezione “La Specola” del Museo di Storia Naturale di Firenze prima d’ora.
Punta di diamante dell’esibizione, la costruzione di un teatro anatomico. La rotonda di Palazzo delle Esposizioni si trasformerà in spazio di dibattito sul tema, ma anche in un atelier di disegno dal vero, diventando di fatto luogo performativo sempre animato da eventi e iniziative. L’elenco completo degli appuntamenti, per questa e per le altre mostre in corso, è consultabile qui.
Lo stesso equilibrio tra arte e scienza, tra cinematografia e ingegneria, si ritrova nella mostra al piano superiore: La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium. Si tratta della prima esposizione che svela i segreti delle leggendarie creature che hanno fatto la storia del cinema dagli anni Sessanta ai giorni nostri. Ingegno innovatore, il tre volte premio Oscar Carlo Rambaldi ha rivoluzionato il settore degli effetti speciali, in una sapiente combinazione di artigianato italiano, ingegneria e fantascienza.
La mostra è un’occasione per rivedere iconici personaggi e materiali originali, come la possente mano del gorilla King Kong e numerose versioni di E.T. l’extraterrestre. Non solo. Sarà possibile vedere l’interno di queste strutture, apprezzare la meccatronica che ne consentiva i movimenti iperrealisti e la complessità del loro funzionamento.
Il gruppo Makinarium si è occupato del restauro delle opere di Rambaldi. Anche loro presenti in mostra, confermano l’eccellenza italiana in questo settore. Makinarium combina saperi artigianali a sofisticate tecniche digitali, realizzando creature come quelle per Il racconto dei raccontidi Matteo Garrone, David di Donatello nel 2016.
“Dizionario folle del corpo” è il doppio progetto che ha presentato l’artista francese Katy Couprie. Tutto è nato dall’originale libro dell’artista: un vocabolario visivo che racconta il corpo umano in tutti i suoi aspetti, mescolando anatomia, poesia, azioni ed emozioni, modi di dire e citazioni letterarie. Oggi, grazie all’importante contributo del Palazzo delle Esposizioni, il libro è stato tradotto in italiano per la casa editrice Fatatrac, ed è anche una coloratissima mostra-laboratorio al piano inferiore del palazzo. Uno sguardo inedito e originale sul tema del corpo, combinando definizioni di ossa, organi e muscoli, ma anche di risate, lacrime e baci.
Amanti d’arte, di cinema, di scienza. Giovani e meno giovani. Palazzo delle Esposizioni propone tre mostre che sembrano una, in grado di mettere d’accordo chiunque, sotto l’unica egida che ci accomuna tutti: la bellezza di abitare un corpo.
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