Olafur Eliasson celebra l’Earth Day con una nuova opera su Instagram

di - 22 Aprile 2020

Anche in quarantena, Olafur Eliasson è attivissimo e, dopo aver presentato il suo disegno dedicato all’Italia, in attesa della prossima installazione a Milano per Fondazione Trussardi, ha lanciato un progetto partecipativo, chiaramente a distanza, per celebrare l’Earth Day. Istituita dalla Nazioni Unite, la Giornata della Terra è dedicata alla salvaguardia dell’ambiente e si tiene un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. Un’occasione particolarmente sentita da Eliasson, che in molti suoi lavori ha affrontato il tema dell’inquinamento e del climate change.

Earth Perspectives è titolo del progetto di Olafur Eliasson, in collaborazione con Serpentine Galleries, nell’ambito delle manifestazioni dell’Earth Day, che quest’anno si volgeranno principalmente da casa. E infatti tutti potranno fruire dell’opera, attraverso la pagina Instagram dell’artista danese: si tratta di nove immagini della Terra di colore arancione e rosa, con un punto al centro. Qualcuno avrà già capito di quale effetto ottico si tratta ma le istruzioni sono semplici: le persone devono fissare il punto per dieci secondi e quindi concentrarsi su una superficie vuota in cui apparirà l’immagine residua in diversi colori. Secondo Eliasson, l’opera sarà questa, cioè una nuova visione del mondo. «La meravigliosa idea dell’Earth Day consente di fare un passo indietro, guardare il pianeta dall’esterno e riconoscere che è un oggetto così difficile e impossibile da comprendere», ha spiegato Olafur Eliasson al Guardian.

Le nove immagini della Terra hanno come punto focale diversi luoghi, dalla fossa delle Marianne, il punto più profondo del nostro pianeta, alla calotta glaciale della Groenlandia. Siti che, per quanto apparentemente distanti, almeno per la nostra percezione della vita quotidiana, sono stati pericolosamente raggiunti dell’uomo o dalle sue manifestazioni: residui plastici sono stati ritrovati infatti anche a 11mila metri di profondità. «Forse non è il pianeta a essere in pericolo. In effetti saremo noi, la razza umana, a estinguerci. Il pianeta starà bene. Dagli qualche migliaio di anni dopo che gli umani avranno rovinato tutto e la Terra prospererà, sarà verde e sarà meravigliosa», ha continuato Eliasson.

Articoli recenti

  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30