Rebecca Horn, Lo stato dell’anima – Studio Trisorio

di - 14 Giugno 2022

Allo Studio Trisorio di Napoli, la personale di Rebecca Horn “Lo stato dell’anima” presenta un nucleo di opere realizzate nel lungo arco temporale che va dagli anni Ottanta a oggi. Una essenziale ma densa selezione che dà conto della sua poliedrica produzione, tra dipinti, installazioni, sculture meccaniche.

Se i temi legati all’identità femminile permeano a più riprese la ricerca di Horn e qui ritornano in lavori come Die Preussische Brautmaschine (1988) o i più recenti Die Brüste der Dreieinigkeit (2019), Die Dreifaltigkeit der Begierde (2021) e Die zehnköpfige Schlange (2022), è la centralità assunta dal linguaggio del corpo a configurarsi come fulcro attorno al quale ruotano le opere esposte, testimoni del retaggio performativo della loro autrice.

Avviato il suo percorso nell’alveo composito della performance e della Body Art degli anni Settanta, l’artista espande infatti le possibilità sensoriali ed espressive del corpo, in uno spirito di forte impronta surrealista, attraverso il quale accosta agli arti e al volto elementi presi dal mondo della natura o da quello della tecnica, inventando ex novo le proprie appendici per trasformarsi in una creatura ibrida in grado di dare forma alle pulsioni fisiche. In questo senso, le sue opere sono controverse macchine del desiderio, che rimandano al tempo stesso ad azioni rituali o a moti ossessivi (Art Eaters, 1998).

Rebecca Horn, Die Preussische Brautmaschine, 1988, 12 shoes, blue paint, metal construction, motor, steel, brushes
350 x 120 x 50 cm @ KarinWeyrich, Installation Centre Pompidou

Nell’estendersi del gesto artistico alle protesi che Horn si costruisce, la pulsione finisce per trasmettersi alla macchina stessa – sia essa una scultura meccanica o un dipinto, dispositivo anch’esso di espressione corporea, in cui l’identificazione tra opera e artista passa per la misurazione delle reciproche dimensioni come nei Bodylandscapes. La macchina diviene allora essere desiderante, che esprime un’energia vitale propria, probabilmente residua ma ormai autonoma rispetto al corpo dell’artista. In questa definitiva autonomia dell’oggetto, in cui tuttavia riconosciamo forme, movenze, ossessioni che ci appartengono, in una forma attentamente ricercata, in cui pure la componente accidentale è parte ineludibile della forma stessa (il modo in cui la pittura gocciola sulle scarpe da sposa; le immagini che gli specchi captano ruotando intorno alla conchiglia; i graffi che i “grilli” metallici incidono sulla tela), le creature di Rebecca Horn si rivelano ancora di dirompente attualità.

Rebecca Horn, Die Brüste der Dreieinigkeit, 2019, 2 mirrors, shell, steel, brass, motor, electronic device, 121 x 28 x 46 cm
@Karin Weyrich

L’allusione organica (nel riferimento al nutrimento, agli organi femminili, al mondo animale) non arriva mai ad annullare la componente oggettuale/meccanica, in un continuo sconfinare dell’una nell’altra e viceversa. Lo stato dell’anima sembra allora definirsi in questo irrinunciabile dualismo, che se da un lato appare specchio del binomio che associa la ragione e l’istinto, dall’altro non può che risolversi nelle loro rispettive, infinite possibili ricombinazioni.

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Padiglione Sudafrica fuori dalla Biennale 2026, il caso si complica

Il ministero della cultura del Sudafrica ha sollevato accuse di ingerenze straniere che avrebbero motivato la decisione di escludere la…

14 Gennaio 2026 12:30
  • Progetti e iniziative

Nelle opere di Andrea Mirabelli si mette in scena la fragilità del potere

Il ciclo di mostre nel foyer del teatro Pacta di Milano prosegue con una esposizione di opere di Andrea Mirabelli…

14 Gennaio 2026 11:30
  • Design

Fare la spesa al MoMA Mart: a New York il cibo diventa design

Lampade, orologi, arredi e altri oggetti, a forma di pane, pizza, hamburger e pomodori: al MoMA Mart di New York,…

14 Gennaio 2026 10:25
  • Libri ed editoria

I Chumbawamba e l’economia della cultura, nel nuovo libro di Franco Broccardi

Un saggio ironico e rigoroso, recentemente pubblicato da Franco Broccardi ed edito da Nomos, smonta i cliché sul valore della…

14 Gennaio 2026 9:33
  • exibart.prize

exibart prize incontra Giorgio Micco

Tendo a impostare la fase di ricerca e sviluppo di un progetto o di una serie di lavori secondo una…

14 Gennaio 2026 8:49
  • Mostre

Una vita nel colore, quella di Claire Vasarely ad Aix-en-Provence

Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…

14 Gennaio 2026 0:02