Terrae Motus da riscoprire: uno spettacolo e un nuovo percorso di visite alla Reggia di Caserta

Due giorni d’estate, tra le suggestioni dei maestri dell’arte contemporanea e le atmosfere della grande architettura neoclassica: il 26 e il 28 luglio, la Reggia di Caserta apre le porte del suo nuovo percorso di allestimento dedicato alla celeberrima Collezione Terrae Motus, la raccolta di opere messa insieme dal leggendario gallerista Lucio Amelio e legata alla dimora reale vanvitelliana, patrimonio Unesco e istituto museale autonomo del MIC – Ministero della Cultura. La due giorni di visite di “Speciale Terrae Motus” è promossa parallelamente a “Ma l’amore no”, spettacolo teatrale dedicato al gallerista napoletano, prematuramente scomparso nel 1994.

Fotografie, filmati, musiche e parole per raccontare Lucio Amelio

Con la regia di Giorgio Verdelli, lo spettacolo racconterà la vita e la ricerca di Lucio Amelio, il suo prezioso lavoro di gallerista e la passione per l’arte, in un concerto a più voci scandito da fotografie e video inediti risalenti all’epoca. Al centro della storia, infatti, anche quell’ondata di grande creatività che ebbe il suo epicentro a Napoli e con echi internazionali, proprio a partire dall’immane tragedia del terremoto del 23 novembre 1980. Patrizio Trampetti, Lino Vairetti, Lalla Esposito, Toni Esposito, Fausta Vetere e l’attore americano Tomas Arana come special guest canteranno i brani del disco integrandoli ad alcuni evergreen particolarmente amati da Lucio Amelio. Le immagini di Fabio Donato, Peppe Avallone e Luciano Ferrara, molte delle quali inedite, faranno da scenografia allo spettacolo, scorrendo sullo schermo alle spalle dei musicisti, dove saranno proiettati anche alcuni filmati di Mario Franco e Mario Martone. Il pubblico di “Ma l’amore no” potrà usufruire di un biglietto speciale (in vendita qui) per accedere al Complesso vanvitelliano il 28 luglio, al costo di 10 euro, e partecipare alla visita accompagnata alla mostra.

Lino Vairetti, Lucio Amelio, Patrizio Trampetti, di Luciano Ferrara

La collezione Terrae Motus da riscoprire alla Reggia di Caserta

Dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30, in gruppi di 10 persone e con disponibilità ridotta di posti nel rispetto delle misure anti Covid, sarà possibile approfondire ogni singola opera esposta del progetto che Lucio Amelio ideò come “reazione creativa” al drammatico terremoto dell’Irpinia del 1980. «Una macchina per creare un terremoto continuo dell’anima», così Amelio definiva il progetto di Terrae Motus, al quale risposero più di 60 artisti, come Miquel Barcelò, Joseph Beuys, Tony Cragg, Keith Haring, Jannis Kounellis, Robert Mapplethorpe, Mario Merz, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Julian Schnabel, Emilio Vedova, Andy Warhol. La prima esposizione si svolse a Boston nel 1983 e poi la storia è andata avanti: prima a Villa Campolieto a Ercolano – che recentemente si è aperta di nuovo all’arte contemporanea, con la collezione di Ernesto Esposito – e poi al Grand Palais di Parigi, nel 1987. Nel 1993, infine, la collezione fu donata alla Reggia di Caserta, dove è attualmente conservata e al centro di un’ampia discussione sulla sua corretta sistemazione, negli ambienti così caratterizzanti del complesso monumentale.

Ph. Fabio Donato

L’ultimo progetto allestitivo, che vuole mettere una parola definitiva alla questione, è stato avviato dall’attuale direttrice della Reggia, Tiziana Maffei, con la collaborazione di Angela Tecce, direttrice della Fondazione Donnaregina del Museo Madre di Napoli. Partendo da una rilettura della raccolta che Amelio volle lasciare alla Reggia di Caserta, il riallestimento si svolgerà in diverse fasi. Per il momento sono una ventina le opere, scelte tra le più iconiche della collezione, a essere protagoniste del nuovo percorso, che ha coinvolto il Piano Nobile, destinato alla famiglia reale, diviso da Vanvitelli in quattro parti e nel quale sono visibili gli interventi delle personalità che vi abitarono.

Nello stesso giorno dello spettacolo, il26 luglio, sarà possibile prendere parte a sei turni di visite di approfondimento della collezione Terrae Motus su prenotazione, mandando una mail a caserta@operalaboratori.com, a partire dalle 17.30 e fino le 18.45, con due appuntamenti speciali a cura di Tiziana Maffei (visita delle 18) e di Angela Tecce (visita delle 18.30).

Negli altri turni del 26 e del 28 luglio, il personale del Museo accompagnerà i visitatori alla conoscenza della preziosa raccolta, illustrando i dettagli del nuovo allestimento ispirato a un dialogo, sempre attuale, tra passato e contemporaneità. Il percorso avrà inizio con “Terremoto in Palazzo”, opera di Joseph Beuys per ricordare il centenario della nascita dell’artista tedesco. Con l’occasione si renderà omaggio anche a Christian Boltanski, scomparso il 14 luglio scorso a Parigi, la cui opera risplende nell’oratorio di Ferdinando II.

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