Cindy Sherman, Senza titolo #550, 2010/2012. Courtesy: Hauser & Wirth Menorca
Hauser & Wirth Menorca ospita la prima personale di Cindy Sherman (Glen Ridge, 1954) in Spagna in oltre vent’anni. Intitolata The Women, la mostra riunisce alcune delle sue serie più iconiche, dagli anni ’70 agli anni ’10 del Duemila, e propone una riflessione trasversale sui modi in cui l’identità femminile è stata costruita, rappresentata e riprodotta nell’immaginario collettivo. Articolato in diverse sale della galleria, il percorso evidenzia così come Sherman abbia trasformato l’uso della macchina fotografica nell’arte contemporanea, fondendo i ruoli di modella, fotografa e narratrice. Fino al 26 ottobre.
La mostra presenta la serie Untitled Film Stills (1977-1980) di Cindy Sherman, che l’ha consacrata come figura chiave della Picture Generation. Queste immagini sono esposte accanto a ritratti di celebrità e personaggi del mondo del cinema e della moda, realizzati nei decenni successivi, tutti incentrati sulla costruzione pubblica della femminilità.
Presente inoltre uno spazio alle prime serie di Sherman Bus Riders e Murder Mystery, insieme a lavori precedenti a Film Stills rimasti inediti fino al 2000. Queste opere rivelano le prime osservazioni di Sherman sui ruoli femminili nella società americana e anticipano i temi che avrebbero attraversato tutta la sua opera: la rappresentazione, lo sguardo esterno e l’identità come costruzione.
La mostra approfondisce anche le serie successive, che esplorano l’invecchiamento, lo status e la costruzione mediatica della femminilità. In Society Portraits (2008), Sherman ritrae donne dell’alta società su elaborati sfondi digitali, evidenziando l’isolamento e l’autoconcezione narcisistica che emergono da eccessivi privilegi. Mentre in Ominous Landscape (2010), dove figure vestite in abiti haute couture posano, stranamente dislocate, sullo sfondo di paesaggi inospitali di Capri, Islanda o New York.
In Flappers (2016-2018), l’artista recupera lo spirito emancipatore delle giovani donne degli anni ’20, pur mostrandole invecchiate, come se fossero inconsapevoli del passare del tempo. La tensione tra emancipazione, rappresentazione e malinconia pervade molte di queste immagini.
Uno dei contributi più persistenti di Sherman è stata la sua capacità di svelare i codici di genere insiti nelle immagini di consumo di massa. Piuttosto che ricercare un’identità stabile o autentica, il suo lavoro cerca di rivelare la performatività dei ruoli sociali e la fragilità delle costruzioni identitarie.
Il titolo della mostra allude all’opera teatrale The Women (1936) di Clare Boothe Luce , una satira corale sulle apparenze e la vita sociale delle donne nella New York tra le due guerre. Questo riferimento funge da contrappunto alle immagini di Sherman che, pur ispirate ad archetipi, sfidano qualsiasi categorizzazione univoca.
Parallelamente alla mostra, Hauser & Wirth Menorca presenta Education Lab: Play Your Role , uno spazio interattivo curato in collaborazione con ESADIB e diretto da Irene Pascual. Concepito come una performance autoguidata, questo laboratorio invita il pubblico a esplorare la plasticità dell’identità, in linea con le preoccupazioni centrali del lavoro di Sherman.
Fin dalla sua apertura nel 2021 a Isla del Rey, Hauser & Wirth Menorca ha consolidato un modello di centro d’arte che coniuga arte, paesaggio e sostenibilità. Nei suoi giardini progettati da Piet Oudolf e nei suoi programmi pubblici, l’arte convive con l’esperienza sensoriale dell’ambiente. Questa mostra di Cindy Sherman si basa su questo impegno, offrendo uno sguardo incisivo e poetico sui ruoli che incarniamo.
L’articolo Hauser & Wirth Menorca inaugura ‘Cindy Sherman. The Women’, una historia visual del género è stato pubblicato originariamente su exibart.es. Clicca qui per accedere alla versione in spagnolo.
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