Una nuova scultura di Antony Gormley porta il contemporaneo nel centro di Prato

di - 30 Dicembre 2020

Una scultura ghisa, pesante 3600 chili e alta quattro metri, come manifesto della timidezza. Shy è il titolo della nuova installazione di Antony Gormley, visibile a partire da dicembre e per i prossimi sei mesi nel centro di Prato, negli spazi di piazza Duomo. Qui, in questo contesto densamente simbolico e profondamente storico, nucleo dal quale si sviluppò la città toscana, già segnato dalla opere di Donatello e Filippo Lippi, al cospetto della facciata serpentina della Cattedrale di Santo Stefano, Gormley introduce i materiali e i metodi della rivoluzione industriale, esponendone la fragilità. «Voglio fare qualcosa che sia sicuro della sua presenza come punto di riferimento, ma che all’esame si connetta con il nostro io interiore e si confronti con quelle emozioni umane più timide e silenziose come la tenerezza e la vulnerabilità», ha spiegato l’artista.

Nominato Cavaliere Eccellentissimo dell’Impero Britannico nel 1997, vincitore del Turner Prize nel 1994, Gormley con la Toscana ha un rapporto particolare: nel 2019, gli Uffizi gli dedicarono una personale, allestita nell’Aula Magliabechiana, mentre nel 2015 espose più di 100 opere, ancora a Firenze, al Forte di Belvedere. Andando ancora indietro nel tempo, nel 2004 l’artista presentò sette sculture di ferro a Poggibonsi, nell’ambito della manifestazione Arte all’Arte, donando poi le opere alla città. Ma la sua opera più famosa rimane ancora Angel of the North, scultura alta 20 metri – che diventano 54 in larghezza, considerando l’apertura alare – installata nel 1998 a Gateshead, in Inghilterra, che, all’epoca, fu oggetto di diverse critiche.

Decisamente più contenuta – fortunatamente – SHY richiama contenuti molto simili, richiamando l’attenzione dell’osservatore sulla propria posizione, non solo nello spazio ma anche nel tempo. Nella ricerca di Sir Gormley, infatti, ritorna spesso il tema del rapporto tra il corpo, inteso anche al di là della sua presenza fisica, come sede della mente, e l’architettura, espressione delle culture e delle società.

L’installazione di Antony Gormley in piazza Duomo è stata presentata e promossa dal Comune di Prato, in collaborazione con la Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana, che gestisce il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, con il coinvolgimento di Arte Continua, storica associazione che, dagli anni ’90, è impegnata nello sviluppo del dialogo tra la comunità internazionale dell’arte contemporanea con le comunità locali toscane.

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