Categorie: Attualità

Cambio di rotta per Unicredit, che non vende più la sua collezione d’arte

di - 28 Luglio 2021

Unicredit ha annunciato un cambio di rotta nella strategia di gestione del proprio patrimonio artistico: la corporate collection del gruppo bancario, composta da circa 60mila opere acquisite nel corso del tempo dalle varie banche poi fuse, non è più in vendita. La cessione era iniziata già nel 2019: la prima asta, gestita da Christie’s Londra, offrì 33 opere di alcuni dei più grandi maestri dell’arte contemporanea italiana, come Enrico Castellani, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Fausto Melotti, Mario Schifano, Giorgio Morandi.

Ad annunciare il nuovo piano, è stato Andrea Orcel, Ceo di Unicredit, e le novità non finiscono qui. Nell’ambito strettamente finanziario, Orcel ha annunciato anche l’intenzione di esercitare in via anticipata, il 10 settembre 2021, l’opzione di rimborso integrale dei titoli emessi il 10 settembre del 2014. Tornando invece all’aspetto artistico e culturale, invece, la banca ha deciso di interrompere il programma Art4Future, finanziato proprio da parte dei ricavi delle cessioni e attraverso il quale, nell’ambito del più ampio progetto SIB – Social Impact Banking, erano state comunque portate avanti diverse operazioni nel settore. Tra queste, una partnership con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. In quella occasione, erano stati devoluti 60mila euro per commissionare sei nuovi progetti ad altrettanti artisti, già coinvolti dall’istituzione museale bolognese nell’ambito del Nuovo Forno del Pane. Sempre al MAMbo, inoltre, tra il 2013 e il 2014, erano state già esposte 93 opere della Collezione d’Arte, prestate dalle sedi di Austria, Germania e Italia, in occasione della mostra “La Grande Magia. Opere scelte dalla Collezione UniCredit“. Recentemente, Unicredit, in partnership con Le Vie dei Tesori Onlus, ha vinto il Premio Cultura + Impresa 2020-2021, per l’organizzazione del Festival Le Vie Dei Tesori, un progetto che ha coinvolto 15 città siciliane trasformandole in grandi musei diffusi, digitalizzando, aprendo al pubblico e raccontando centinaia di luoghi di interesse culturale, storico e artistico.

«Unicredit è un gruppo paneuropeo con un’anima italiana», ha dichiarato Orcel. «Arte e cultura sono il fulcro della storia e del patrimonio di questo Paese, nonché elementi fondamentali da cui ripartire per costruire il nostro futuro. Per questo, UniCredit ha deciso di interrompere ogni ulteriore vendita delle proprie opere e di promuovere una serie di attività con una forte impronta innovativa a sostegno dell’arte e della cultura, vero motore di sviluppo e coesione sociale».

Insomma, il focus ritorna sul proprio patrimonio. Tra le principali novità in programma: un’iniziativa digitale che permetterà al pubblico più ampio un accesso virtuale alla raccolta di opere d’arte della banca (il sito è attualmente in fase di costruzione), nonché programmi educativi rivolti ai più giovani, in collaborazione con Unicredit Foundation. Sarà inoltre curata una mostra itinerante in linea con gli obiettivi della Fondazione di supporto agli studenti e all’istruzione.

«Ottima notizia la decisione della nuova Governance di UniCredit di sospendere il programma di vendita delle opere d’arte della propria collezione», ha commentato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, durante l’inaugurazione della sala nuova sala Biblioteca nazionale centrale di Roma dedicata a Italo Calvino. «Una scelta assolutamente in linea con lo spirito di collaborazione che il privato e il pubblico devono avere nel tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio artistico Italiano».

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