Categorie: Attualità

I numeri del settore cultura, nel rapporto 2020 – 2021 Nomisma CRIF

Da ormai quasi due anni, il settore della cultura sta tentando di barcamenarsi tra aperture e chiusure, ingressi contingentati, green pass e super green pass, zone gialle e rosse. Abbiamo attraversato questo periodo condizionato dalla pandemia come su un ottovolante, in un percorso in cui a momenti di cigolanti rallentamenti e porte sbarrate sono seguite parentesi di entusiasmo, con una fioritura di progetti, mostre, eventi, occasioni. Queste le sensazioni ma i numeri cosa dicono? A fornire i dati per un’analisi è un rapporto stilato dall’Osservatorio Hybrid Lifestyle di Nomisma, società di consulenza aziendale, in collaborazione con CRIF, azienda specializzata in business information, che ha fotografato i luoghi della cultura e dell’intrattenimento, proponendo anche alcune ipotesi per rilanciare il settore in Italia, favorendo la ripresa dei consumi culturali (poi, in che misura e secondo quali modalità e finalità i luoghi della cultura e quelli dell’intrattenimento possano essere equiparati sarebbe oggetto di un’altra discussione).

2019, 2020 e 2021: un confronto in percentuali

Secondo il rapporto, che cita come fonte i dati forniti dall’Istat, le attività legate a percorsi culturali, di intrattenimento e divertimento e altri servizi ha visto una contrazione del valore aggiunto del 14,6%. Come prevedibile, l’impatto più rilevante ha riguardato i settori più interessati dalle misure restrittive per la prevenzione dei contagi: la quota di imprese culturali e di intrattenimento che ha manifestato seri rischi di chiusura è stata superiore al 60% nel 2020.

Un gap importante si è registrato tra 2019 e 2020 considerando sia il numero di visitatori che gli introiti dei musei. Nel 2020 sono mancati all’appello 9,7 milioni di visitatori (pari al -69%) – erano 14,1 nel 2019. Ovviamente, questa flessione ha avuto un riflesso sugli introiti: se nel 2019 sono stati pari a 80,5 milioni, nel 2020 si sono fermati a 24,5 milioni di euro (-56 milioni di euro, pari a -70%).

Anche nel 2021, l’industria dell’intrattenimento e il settore della cultura sono stati tra i più colpiti dalla pandemia da COVID-19. Secondo i dati di Cinetel, nell’agosto 2021, per quanto riguarda i cinema, si sono incassati poco meno di 16 milioni di euro, il 62% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, una contrazione analoga si è registrata per il numero di spettatori. Durante il 2021, i luoghi dell’intrattenimento e della cultura maggiormente frequentati sono stati i cinema (39%) e i musei (36%). Gli italiani, anche se in misura minore, non hanno rinunciato a eventi sportivi (21%), a spettacoli teatrali (20%) e a concerti dal vivo (17%).

Ma tra ottobre e il 24 dicembre 2021, la capienza dei teatri e dei cinema è tornata al 100% dei posti disponibili, mentre per gli stadi si è passati al 50%, a partire dal 10 gennaio 2022. Il 54% degli italiani si è espresso favorevolmente nei riguardi di questa misura. Segnali positivi che confermano tale apprezzamento si sono avuti nella terza settimana di dicembre 2021, con l’ultimo film della saga di Spiderman che ha portato a 17,7 milioni di euro di incasso e 2,34 milioni di spettatori, periodo dal 15 al 27 dicembre, sempre fonte Cinetel. Tra chi ha ripreso a frequentare tali luoghi nell’ultimo anno, il 37% lo ha fatto per “staccare” dalla vita quotidiana; 1 italiano su 3 lo ha scelto per tornare alla socialità, 1 italiano su 4 ha deciso quindi di seguire le proprie passioni, partecipando a eventi «In grado di riportare alle emozioni delle partecipazioni dal vivo».

Il punto di vista dei fruitori

Dal punto di vista dei fruitori, alla luce dell’attuale emergenza sanitari il 79% degli italiani ritiene importante la presenza di gel igienizzante e/o mascherine in loco. Interessante il confronto tra chi ritiene importante la verifica del Green Pass, 78%, e chi la garanzia sull’avvenuta sanificazione dei locali, il 77%. Il 65% degli italiani ritiene indispensabile anche la riduzione della capienza massima consentita, elemento già ripreso dal Decreto Natale 2021, unitamente all’obbligo di indossare le mascherine di tipo FFP2.

Ma nonostante le misure di sicurezza, circa 4 italiani su 10 hanno smesso di frequentare i luoghi dell’intrattenimento e della cultura a causa della pandemia. Tra le principali motivazioni emerge il timore di essere contagiati (47%) ma vanno tenute in considerazione anche le mancate opportunità e gli annullamenti di eventi durante l’ultimo anno (37%).

Quale percorso per rilanciare il settore della cultura in Italia?

Per aiutare il rilancio del settore, il 44% degli italiani suggerisce una maggiore attenzione alla sicurezza dei suoi luoghi. A motivazioni collegate alla tutela della salute si affiancano proposte economiche a sostegno dei consumi culturali: il 41% desidererebbe l’estensione del bonus cultura a tutta la popolazione, cioè il bonus da 500 euro che, per ora, è riservato ai diciottenni, da spendere in prodotti e attività culturali. Il 37% suggerisce la possibilità di portare in detrazione fiscale il denaro speso in consumi culturali e l’estensione del periodo di promozioni.

Per 3 italiani su 10 infine, potrebbe essere istituito un vero e proprio “Black Friday” della cultura, per poter accedere a mostre ed eventi a prezzi agevolati. Importante, in questo senso, anche la possibilità di offrire dei “pacchetti” in bundle, per accedere a un insieme di servizi integrati, dai trasporti al ristorante, proponendo un percorso esperienziale completo.

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