Categorie: Attualità

L’Arabia Saudita acquista il know-how italiano per la cultura

di - 18 Marzo 2025

Negli ultimi anni, l’Arabia Saudita ha intensificato il suo impegno per ridefinire la propria immagine attraverso la cultura, investendo cifre ingenti per acquisire competenze in ambito artistico. Solo per rimanere nell’attualità, a gennaio 2025 ha aperto a Jeddah la seconda edizione della Biennale delle Arti Islamiche, con vari artisti internazionali invitati, tra cui anche l’italiano Arcangelo Sassolino, mentre in questi giorni, nel deserto di AlUla, è visitabile una mostra dedicata a James Turrell. Si tratta di progetti muscolari, che richiedono ingenti investimenti e conoscenze tanto specifiche quanto integrate. In questo contesto si inserisce il ruolo di Proger, gruppo italiano specializzato in ingegneria e project management e che, oltre a essere coinvolto nella progettazione del “famigerato” Ponte sullo Stretto di Messina, ha anche recentemente istituito una nuova divisione dedicata alla consulenza culturale, guidata da Francesco Rutelli.

Caso emblematico di questa strategia è il progetto Riyadh Art, un’iniziativa da oltre un miliardo di dollari volta a trasformare la capitale saudita nel più grande museo a cielo aperto del mondo. Anche grazie a questa politica, il Paese ha aperto ampi spazi per la collaborazione internazionale, come nel caso della partnership con il Centre Pompidou. Lanciato dal re Salman bin Abdulaziz Al Saud nel 2019, il progetto Riyadh Art è in linea con gli obiettivi del programma di sviluppo strategico Vision 2030, promosso dal Regno dell’Arabia Saudita per ridurre la propria dipendenza dal petrolio e diversificare l’economia del Paese, sviluppando settori come sanità, istruzione e turismo, ma anche incrementando la spesa pubblica in ambito militare. D’altra parte, la strada è ancora lunga: come riportato dal quotidiano The Guardian nel 2021, il budget dell’Arabia Saudita dipendeva ancora per il 75% dall’esportazione di petrolio.

«Con una popolazione giovane e in rapida crescita di sette milioni di residenti, la città si sta trasformando in una metropoli globale e l’arte in tutte le sue forme contribuisce in modo significativo al raggiungimento di questo obiettivo», si legge sul sito di Riyadh Art. Secondo quanto comunicato da Proger, il piano prevede l’installazione di 700 opere di artisti di fama internazionale, da Alexander Calder a Robert Indiana, in uno sforzo che unisce la monumentalità dell’intervento urbanistico con l’acquisizione di prestigio attraverso la promozione dei linguaggi della creatività contemporanea.

«Al mondo non esisteva un’unica realtà che offrisse una visione integrata di Engineering e Arte pubblica. Ora esiste», ha dichiarato Marco Lombardi, Ceo di Proger. «I programmi di Arte e Cultura non vanno solo immaginati e suggeriti, vanno anche resi possibili e realizzati. Expertise e sensibilità della Cultura Artistica devono essere integrati con la concretezza e pragmaticità dell’Ingegneria e del Project management. Non intendiamo trasformarci in quello che non siamo, ma abbiamo notato che il mondo della consulenza culturale internazionale è caratterizzato da soggetti che, pur estremamente esperti in settori specifici, non sono attrezzati per offrire soluzioni integrate perfette. Con loro vogliamo collaborare per offrire nuove prospettive al mondo dell’Art&Culture. In questo contesto si inquadra anche il rafforzamento della già consolidata partnership con Civita Mostre e Musei, leader nell’offerta integrata di servizi museali, organizzazione di mostre e progettazione territoriale».

Marco Lombardi e Khalid Alhazani, direttore del Riyadh Art Program

Dunque, forte di una lunga esperienza nell’ambito dell’ingegneria e della gestione di progetti complessi, Proger si è posizionata come un interlocutore chiave per questa trasformazione. La scelta della società di collocare a Riad il quartier generale regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa segnala un passaggio ulteriore: non solo esportare competenze ma radicarsi nei nuovi centri decisionali del mercato culturale globale. In questo senso, è significativo notare come recentemente l’ambasciatore cinese in Arabia Saudita, Chang Hua, abbia ufficializzato l’apertura, da parte di 35 aziende cinesi, di sedi regionali a Riad.

«Sviluppando soluzioni innovative possiamo creare modelli di riferimento globali. E costruendo un dialogo concreto con le istituzioni dei Paesi che sono e saranno nuovi protagonisti sulla scena mondiale – e che vedono nella cultura una forte risposta alle sfide che ci angustiano – possiamo contribuire alla crescita culturale, allo sviluppo sostenibile, all’inclusione sociale», ha dichiarato Francesco Rutelli, a capo della nuova Business Unit Art & Culture. «Alla competenza di una delle migliori Società internazionali di Ingegneria si affianca una visione che integra innovazione, arte, fruizione dell’arte nei Musei e nei luoghi pubblici, innovazioni digitali e creative. Sarà prezioso puntare sui successi nella progettualità, e contribuire al rafforzamento delle relazioni internazionali con una crescita del prestigio dei Paesi in cui Proger opera».

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