Categorie: Attualità

Un colpo alla storia: chiude il Caffè Gambrinus di Napoli

di - 5 Novembre 2020

È stato uno dei luoghi più iconici della cultura a Napoli tra Ottocento e Novecento, architettura manifesto della Belle Époque, ai suoi tavolini sedevano artisti, filosofi e letterati, da Gabriele D’Annunzio a Filippo Tommaso Marinetti, da Benedetto Croce a Matilde Serao, Eduardo Scarpetta, Totò, i De Filippo, Ernest Hemingway, Oscar Wilde e Jean Paul Sartre. Certo, oggi non è più proprio la stessa cosa, agli artisti si sono sostituiti i turisti ma, in ogni caso, a prescindere dagli avventori (e non è detto che un turista non possa essere anche un artista), che il Gran Caffè Gambrinus di Napoli chiuda i battenti è una notizia che intristisce tutti. E che lascia interdetti, considerando il massiccio consumo della bevanda scura che si fa nella città partenopea. Di fatto, il Caffè Gambrinus, che fa parte dell’Associazione Culturale Locali Storici d’Italia, chiude già da domani, 6 novembre, aspettando tempi migliori ma la decisione non è stata presa solo per gli effetti del Covid-19.

La Campania è infatti stata considerata zona gialla dall’ultimo DPCM quindi i bar e le attività di ristorazione possono rimanere aperti fino alle 18. Considerando poi i tavolini all’aperto, nello splendido scorcio compreso tra piazza Trieste e Trento e piazza Plebiscito, il lavoro non dovrebbe mancare anche con tutte le limitazioni previste. Eppure, «Sono allo stremo delle mie possibilità», ha dichiarato al Fatto Quotidiano Antonio Sergio, tra i titolari del Gambrinus. «Non ce la facciamo. Abbiamo deciso di chiudere indipendentemente da misure nazionali e regionali. L’auspicio è quello di riaprire il prima possibile, quando si potrà tornare a lavorare ai ritmi di sempre», continua Sergio.

E così, per la prima volta da esattamente 160 anni, cioè dal 1860, quando Vincenzo Apuzzo ebbe l’idea di aprire il bar, ottenendo immediatamente un enorme successo, il Gambrinus smette di preparare caffè, ovviamente non contando il periodo di chiusura forzata dovuto al lockdown dei mesi scorsi. A parte il colpo alla storia della città, il problema è anche imprenditoriale, perché il Gambrinus è una società che impiega 15 dipendenti, che vanno in cassa integrazione, e altre 30 persone, che probabilmente rimarranno senza lavoro.

Visualizza commenti

  • Da napoletano in età non più tanto giovanile, avvertire una sorta di malinconico dispiacere non deve meravigliare: se ne vanno via un pezzo di storia, un'epoca e un pezzo di cuore, in uno un pezzo di vita.

Articoli recenti

  • Mostre

Padiglione Tanzania: i progetti speciali di Sasha Vinci e Ciro Palumbo a Venezia

Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania espande la sua presenza alla Biennale Arte 2026 con due eventi speciali…

13 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Il sogno egizio di Massimiliano d’Asburgo: una grande mostra al Castello di Miramare

Oltre cento reperti della collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo tornano a Trieste dopo 143 anni: alle Scuderie di Miramare una…

13 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Ad Assisi Michelangelo Pistoletto dedica una mostra a Papa Francesco

Ad Assisi, Michelangelo Pistoletto proclama simbolicamente Papa Francesco "Primo Santo dell’Arte": negli spazi della Rocca Maggiore, una mostra che attraversa…

13 Giugno 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Il femminile come atto politico: due nuovi progetti al MACRO di Roma

La retrospettiva dedicata a Miriam Cahn e la collettiva con le vincitrici del Premio Paul Thorel inaugurano la stagione estiva…

13 Giugno 2026 16:05
  • Fotografia

Al Festival Cortona On The Move vediamo l’Italia da infinite prospettive diverse

Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di più di…

13 Giugno 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Numero Cromatico vince il Visions Prize 2026 con un progetto tra arte e neuroscienze

Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…

13 Giugno 2026 12:30