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fino al 14.II.2010 | Gert & Uwe Tobias | Reggio Emilia, Collezione Maramotti

di - 20 Gennaio 2010
Due cervelli per un unico risultato. Gert & Uwe
Tobias
(Brasov,
1973; vivono a Colonia) lavorano insieme, manifestando il loro linguaggio
espressivo sotto diverse forme – xilografie, ceramiche, opere su carta – e
incorporando differenti materiali, come nel caso del vero e proprio ambiente
creato per la Pattern Room della Collezione Maramotti.
L’approccio allo spazio è infatti elemento integrante del loro
lavoro, nel momento in cui lasciano segni precisi sui luoghi che vanno a
contaminare, i quali diventano parte dell’opera stessa. Una raffinata capacità
tecnica permette loro di muoversi contemporaneamente in direzioni diverse e di utilizzare
la parete – nonché il pavimento – come superficie pittorica, creando un vero e
proprio wall drawing.
La xilografia, tecnica tradizionale che realizzano con
torchi artigianali, viene ripresa con modalità originali e particolarmente
interessanti, sia per le imponenti dimensioni e la perizia che sottintende al
lavoro, sia per il sottotesto legato alla comunicazione e all’uso del linguaggio.
Non a caso, all’ingresso è collocata un’opera-manifesto xilografica che
riassume i loro due livelli iconografici, scrittura e immagine, accentuati
dall’effetto pubblicitario.
Nelle xilografie su grande scala che affollano la sala,
dove le cornici divengono elemento sostanziale dell’opera, pur rimanendo vicini
alla tradizione i gemelli Tobias applicano il loro personale e indelebile
marchio, costruendo scene che fanno riferimento ai consessi comunisti, e dunque
alla matrice politica della loro terra rumena.
La narrazione si svolge infatti come un convegno, i cui
protagonisti sono ritratti come maschere oniriche, quasi spettrali, dai colori
molto accesi, in una sorta di galleria grottesca che corre lungo il perimetro
dei muri, con una certa cura per quanto riguarda la definizione dei volti –
icone caricaturali ed eccentriche quanto folli e tragicomiche – e una voluta
sottrazione per quanto riguarda invece i corpi, con un richiamo geometrico
preciso al Costruttivismo russo.
Intorno si muovono le sculture realizzate con l’argilla,
che si avvitano su loro stesse, modificandosi nel loro comporsi, mentre si
appoggiano su piedistalli che in realtà sono contenitori del burro, come se
tale fosse il materiale che le costituisce (non a caso, gli artisti si ispirano
all’opera di Medardo Rosso), lasciando trasparire un’idea di non-finito e di folla,
quasi come se una platea mutante osservasse curiosa i personaggi.
La citazione alla storia dell’arte è dunque sempre
ottenuta con un certo distacco e senso dell’umorismo, e proprio per questo le
loro raffigurazioni diventano evocative e mai soltanto emulative. L’intero
repertorio legato ai miti della Transilvania, quel mondo fantastico e cupo, dai
vampiri fino alle fiabe dei fratelli Grimm, rivive nel loro racconto in forma
decisamente contemporanea, nel momento in cui ne riescono a esorcizzare la
terribilità con una sorta di ironico sberleffo.

francesca baboni
mostra visitata il 28 novembre 2009


dal 14 novembre 2009 al 14 febbraio 2010
Gert & Uwe Tobias

Collezione Maramotti – Max Mara

Via Fratelli Cervi,
66 – 42100 Reggio Emilia


Orario: giovedì e
venerdì ore 14.30- 18.30; sabato e domenica ore 9.30-12.30 e 15–18


Ingresso libero

Catalogo disponibile

Info: tel. +39
0522382484; fax +39 0522934479;
info@collezionemaramotti.org; www.collezionemaramotti.org


[exibart]


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