Un compito sicuramente non facile quello di Silvia Bordini, curatrice della mostra Arte Elettronica, Metamorfosi e Metafore in corso a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Non facile, come sottolinea lei stessa, per gli alti costi, per la particolarità delle esigenze di allestimento, per i vincoli degli spazi, ed infine per la mancanza, in Italia, di una reale tradizione espositiva di questo genere di arte. Appena alcuni anni fa, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, inaugurava “La coscienza luccicante”, dando letteralmente in pasto ai visitatori un numero esorbitante, ma semplicemente fantastico, di opere d’arte elettronica.
Quella di Palazzo di Diamanti viceversa è una mostra con un nucleo di opere piuttosto contenuto. E’ una mostra storica, che con chiarezza e puntualità di scelte, si propone di far conoscere al visitatore “le basi” per la reale comprensione di questa particolare categoria artistica.
Una sezione della mostra è riservata alle ultime generazioni artistiche e alle sperimentazioni della stampa digitale. Affianco ad i primi prototipi di stampe digitali, presentate a Camerino nel 1988, vi sono i lavori di Matteo Basilè, Alessandro Gianvenuti e Giuseppe Tubi.
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Bene, bene...cerchiamo di far si che il mondo dell'arte italiano non abbia schizzofrenie contro l'arte tecnologica...Facciamo si che il computer non sia solo utilizzatto per fare grafica. Possibile mai che si riesce ad accettare un barattolo di merda sottovuoto. E non una fotocomposizione photoshop. Sveglia...é tardi...