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Fino al 2.IX.2001 | L’arte elettronica – Metamorfosi e metafore | Ferrara, Palazzo dei Diamanti

di - 11 Luglio 2001

Un compito sicuramente non facile quello di Silvia Bordini, curatrice della mostra Arte Elettronica, Metamorfosi e Metafore in corso a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Non facile, come sottolinea lei stessa, per gli alti costi, per la particolarità delle esigenze di allestimento, per i vincoli degli spazi, ed infine per la mancanza, in Italia, di una reale tradizione espositiva di questo genere di arte. Appena alcuni anni fa, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, inaugurava “La coscienza luccicante”, dando letteralmente in pasto ai visitatori un numero esorbitante, ma semplicemente fantastico, di opere d’arte elettronica. L’errore di quella mostra non fu il materiale proposto-di altissima qualità-ma il modo in cui fu proposto. Decisamente caotico e confuso.
Quella di Palazzo di Diamanti viceversa è una mostra con un nucleo di opere piuttosto contenuto. E’ una mostra storica, che con chiarezza e puntualità di scelte, si propone di far conoscere al visitatore “le basi” per la reale comprensione di questa particolare categoria artistica. Dal catalogo la curatrice spiega: l’insieme delle opere in mostra-una serie di classici altamente rappresentativi-segnala lo scenario di un processo di mutamento di valori e linguaggi…intende evidenziare la complessità e le suggestioni dell’arte elettronica, le articolazioni di una storia che sottende, attraversa e trasforma la ricchezza degli svolgimenti coevi della pittura, della scultura, della fotografia, del cinema…All’esterno la monumentale Torre delle Trilogie (circa 60 monitor) di Mario Sasso accoglie il visitatore. Il percorso della mostra inizia dunque con alcune opere dei cosiddetti “padri fondatori” dell’arte elettronica, quali Vostell e Paik, con la splendida Passage, del 1986. Si prosegue, in un viaggio decisamente ricco di impulsi cromatici e sonori, con i lavori di Robert Cahen-Tombe (Cade), semplice e raffinato- e Studio Azzurro, per arrivare a due dei pezzi più significativi della mostra: The Greeting di Bill Viola -da solo vale un viaggio in treno da Roma sotto il sole di luglio- e Identification di Gary Schum. Interessanti inoltre sono l’opera di Gilardi Connected es, che si anima a seconda del ritmo cardiaco delle persone che vi interagiscono e la suggestiva Bombay Bombay di Plessi.
Una sezione della mostra è riservata alle ultime generazioni artistiche e alle sperimentazioni della stampa digitale. Affianco ad i primi prototipi di stampe digitali, presentate a Camerino nel 1988, vi sono i lavori di Matteo Basilè, Alessandro Gianvenuti e Giuseppe Tubi.


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L’ARTE ELETTRONICA: Metamorfosi e metafore. Ferrara, Palazzo dei Diamanti (Corso Ercole I d’Este, 21), dal 24 giugno al 2 settembre 2001. Orario: 10-13; 15-19. Ingresso lire 14.000, ridotto: lire 12.000. Gruppi (almeno 20 persone) lire 12.000 (gratuito per un accompagnatore); gruppi scolastici lire 8.000 (gratuito per 2 accompagnatori).
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0532.209988 fax 0532.203064
email diamanti@comune.fe.it Sito web: www.comune.fe.it


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  • Bene, bene...cerchiamo di far si che il mondo dell'arte italiano non abbia schizzofrenie contro l'arte tecnologica...Facciamo si che il computer non sia solo utilizzatto per fare grafica. Possibile mai che si riesce ad accettare un barattolo di merda sottovuoto. E non una fotocomposizione photoshop. Sveglia...é tardi...

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