L’esposizione fotografica si inserisce all’interno della rassegna “L’occhio d’Ercole”. Protagonista è il mondo della danza e in particolare la ballerina tedesca Pina Bausch. Francesco Carbone, fotografo professionista dal 1972, espone 100 fotografie su questo tema.
Un allestimento originale. Non più una carrellata di immagini a distanza regolare lungo le pareti laterali e sui pannelli posti al centro della stanza. Il movimento della danza è tradotto nella dinamicità dell’installazione espositiva. Due supporti ondulati accompagnano i passi dei ballerini imprigionati dall’obiettivo. Moto nelle foto e moto nella stanza. Colori vivaci, soggetti sfuggenti, mosse aggraziate dialogano all’interno di una combinazione spaziale irregolare. Un momento di disorientamento, un fremito ci prende come se saettanti danzatori stessero piroettando attorno a noi.
L’esposizione ripercorre le principali tappe della carriera di Pina Bausch, dal primo incontro con Carbone nel 1982 fino a Wiesenland, l’ultimo spettacolo presentato a Budapest quest’anno. Il fotografo ricorda con nostalgia quella prima esperienza in occasione della produzione artistica del Wuppertal Tanztheater: “In quell’occasione, lo ricordo bene, fotografai Pina tenendomi in disparte: non osai rompere, con la mia presenza, quell’atmosfera magica..”.
Prima di abbandonare la mostra un altro tocco di imprevedibilità. Foto racchiuse in sacchi trasparenti insieme a pezzi di pane. La fantasia, il movimento, la potenza, tutta l’arte della danza vengono comunicate da questa mostra-istallazione. “Fotografando queste coreografie è come se fossi au una giostra o in un film che racconta una storia circolare.” (Francesco Carbone)
L’esposizione coincide con l’avvio della sezione di Danzaduemila festival, la rassegna internazionale di danza dedicata ai maestri della coreografia contemporanea, che toccherà Bologna, Ferrara, modena e Reggio Emilia.
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