Neighbours, ph. Julien Benhamou
È l’incontro di due mondi, di due culture, di due uomini. Di differenti creatività. Che si osservano, si interrogano e dialogano gestualmente, ascoltandosi e cercandosi. Si sfidano danzando ma senza competizione né sopraffazione, per trovare, quasi naturalmente, una unione, un linguaggio comune, apprezzando dell’altro il proprio. Giocandoci. I due, vicini nella diversità, contagiandosi nella loro peculiare poetica, superano gli steccati di genere della danza. Brigel Gjoka è albanese, Rauf “RubberLegz” Yasit, tedesco di origine curda. Accanto a loro, il musicista turco Ruşan Filiztek con il liuto a collo lungo, un grande tamburello e i suoni generati da un computer. E così il dialogo si fa a tre.
Il background del carismatico Yasit è la vasta street dance, quello di Gjoka è nutrito di classico e contemporanea, e molta tecnica di improvvisazione. Entrambi danzatori in “A Quiet Evening of Dance” di William Forsythe. Da qui il loro incontro e il sodalizio artistico scaturito nella creazione “Neighbours” (debutto italiano al festival Torinodanza) dove il virtuosismo e le impressionanti contorsioni di matrice hip hop di Yasit cercano quasi un innesto nei movimenti fluidi e scattanti di Gjoka, in un magistrale gioco di improvvisazione. Dapprima nel silenzio assoluto e in assoli dialoganti dei quali sentiamo solo il respiro o lo schioccare delle dita; poi, nel totale cambio di atmosfera con la musica e il canto di Filiztek, ricco di influenze delle tradizioni mediorientali.
Intrecciando in maniera sorprendente e reiterata braccia e gambe in tutte le direzioni, a terra e in aria, indossando un velo trasparente o sventolando dei fazzoletti rossi dopo un’esplosione di polvere, scivolando in morbide o energiche evoluzioni, i corpi, magicamente, senza raccontare, evocano storie e luoghi delle rispettive culture: di radici comuni, di menti affini, di sguardi complici, di anime vicine. Bellissimo.
Alla Casa dei Tre Oci di Venezia, una mostra attraversa oltre cinquant'anni della pratica concettuale di Joseph Kosuth, tra opere…
Sei gallerie e settanta artisti indipendenti si riuniscono a Villa Ciani per una manifestazione che ha fatto del dialogo diretto…
Alla Fondazione Pastificio Cerere, sei artisti under 35 trasformano fragilità, memoria e appartenenza in installazioni capaci di abitare l'inquietudine del…
Con un piano attentamente premeditato, i ladri si sarebbero infiltrati nella Villa sottraendo alla collezione tre opere da diversi milioni…
In occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica italiana, Palazzo Madama ospita la mostra Il volto delle donne. 80…
In corso fino al 14 giugno 2026 alla Fondazione Elpis di Milano, la prima personale italiana dell'artista Villiam Miklos Andersen…
Visualizza commenti
Ottimo post. Grandi confronti tra i due stili. grazie