Glory hall di Diego Tortelli Aterballetto © Andrea Ranzi
Colleziona un altro importante successo la compagnia del CCN/Aterballetto, coi suoi magnifici, versatili 16 danzatori, mettendo in campo uno spettacolo composto da tre titoli firmati da altrettanti coreografi contemporanei dai diversi, astratti, codici stilistici: Glory Hall di Diego Tortelli, Reconciliatio di Angelin Preljocaj, e Solo Echo di Crystal Pite (coproduzione CCN/Aterballetto e Teatro Comunale di Bologna).
Sulla musica della band canadese Goodspeed You! Black Emperor definita “post-rock”, e dello statunitense Oneothtrix Point Never, il cui sound pop elettronico crea atmosfere elegiache e trascendenti, la coreografia di Tortelli si accende di pura energia diffusa dai danzatori su una scena nebbiosa attraversata da entrate e uscite di spalle, dai due lati delle quinte, e con momenti di fermo, lasciando posto a ripetuti assoli, duetti e terzetti.
Nella quasi costante semioscurità rotta da barlumi luminosi, da raggi che si propagano in platea, ad accompagnare lo smembrarsi e ricomporsi del gruppo è una gestualità pulsante di braccia incrociate, alzate, di mani unite, in bocca e sul collo quasi a soffocare, di schiocco di dita, di respiri ansimanti, di movimenti a terra, in ginocchio, dove tutti sono alla ricerca di una personale versione di gloria, tra sensualità ed estasi, piacere e virtuosismo.
Cambio di atmosfera con Reconciliatio di Angelin Preljocaj, un duetto femminile sulla Sonata al chiaro di luna di Beethoven, per parlare di riconciliazione: tema tratto da Suivrons mille ans de calme (E poi, mille anni di pace) riecheggiando un versetto dell’Apocalisse di San Giovanni. Due angeliche, e terrestri, creature dai body bianchi e ali stilizzate, creano una simbiotica, delicata, poetica danza impressionista tra adagi a terra e scatti repentini, che evocano paure, ansie e smarrimenti insite nei corpi, in cerca di speranza e armonia.
Su due Sonate per violoncello e pianoforte di Brahms si struttura la coreografia Solo echo di Crystal Pite, eseguita in forma smagliante da sette interpreti. Creata nel 2012 per il Nederlands Dans Theater dalla cinquantatreenne artista-global canadese (dalla sua British Columbia, all’Opéra de Paris, al Royal Ballet londinese, passando per alcuni anni come interprete creativa-coautrice del Ballet Frankfurt di William Forsythe, e oggi richiestissima ovunque), la coreografia entra ora, riallestita, nel repertorio di Aterballetto (lo è anche in altre compagnie internazionali).
Ispirato dalla poesia Lines for Winter di Mark Strand, il brano scorre su una scena buia e spoglia costellata dal copioso cadere della neve sullo sfondo. È un paesaggio dell’anima invernale, che ripercorre il viaggio dall’adolescenza alla maturità e alle perdite subite durante il percorso della vita. Tutto è reso con continue combinazioni di gruppo, bloccate, frenate, sciolte e ricomposte, di braccia intrecciate, lasciate cadere protese verso figure che si allontanano e ritornano, di corse e atterramenti, di gesti che sostengono e si abbandonano all’altro. Duetti e assoli – fluidi o tesi, veloci o attutiti – nel continuo mutare di forme, di evocativi tableaux vivant, sprigionano pura poesia visiva, sentimenti cangianti che scolpiscono lo spazio scuro accendendolo della luce dei corpi.
Dopo il debutto al Teatro Comunale Nouveau di Bologna, e replica al Teatro Galli di Rimini, lo spettacolo sarà al Teatro Regio di Parma il 15 marzo; il 18 a Compiègne (F), Espace Jean Legendre; il 20 a Maubeuge (F), La Luna; il 25 a Cholet (F) Théâtre Saint-Louis; il 28 e 29 a Bilbao (S), Teatro Arriaga Antzokia.
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