FORMAE, Gaggenau Expressive, Lente Natura, CarlaTolomeo
L’estetica della lentezza come forma di attenzione ed esercizio delle sguardo. Questo l’invito rivolto da Natura Lente di Carla Tolomeo, mostra che, unicamente il giorno 29 maggio 2025, aprirà eccezionalmente al pubblico le stanze private di Palazzo Budini Gattai, a Firenze, già sede della Regione Toscana. A cura di Sabino Maria Frassà, l’esposizione rientra nell’ambito del progetto FORMAEporte, promosso da Gaggenau in collaborazione con CRAMUM e Italy Sotheby’s International Realty.
Il riferimento del titolo al motto mediceo Festina lente – affrettati lentamente – suggerisce un equilibrio, antitetico solo all’apparenza, tra impeto e attesa e, quindi, tra progettazione e contemplazione, tra intuito e meditazione. L’opera è infatti incentrata sulla dimensione temporale del gesto creativo e sulla relazione tra forma e trasformazione. Un invito a rallentare, in controtendenza rispetto ai ritmi accelerati della produzione e del consumo estetico contemporaneo.
Al centro dell’allestimento, un forno, un oggetto domestico e tecnologico che qui diventa contenitore simbolico. Il forno Expressive di Gaggenau custodisce una rosa bianca e oro, elemento ricorrente nella poetica di Tolomeo. La rosa, chiusa e protetta, allude a una fioritura sospesa, a un tempo di trasformazione ancora in atto. Il gesto è silenzioso ma denso di significato: suggerisce un’idea di bellezza che si sviluppa nella pazienza e nella cura, lontana dalla logica dell’immediatezza.
La mostra si articola in tre ambienti. Si apre con la Sedia di Tartarughe, una scultura-seduta che rimanda alla lentezza come spazio di riflessione. Si prosegue con l’installazione Aspettando la Primavera, che rielabora il mito di Clori trasformata in Flora: la metamorfosi da ninfa a divinità è letta come allegoria del passaggio dalla potenza alla forma. La terza sala, intitolata Foresta Nera, è una rievocazione della terra d’origine di Gaggenau e propone un paesaggio simbolico in cui i rami dell’Albero della Vita si espandono come arterie temporali.
Carla Tolomeo nasce a Pinerolo nel 1941. Dopo una formazione pittorica legata all’influenza di figure come Giorgio de Chirico e Renato Guttuso, negli anni Settanta si trasferisce a Milano e inizia una fase di ricerca grafica e pittorica influenzata dai maestri del Rinascimento. Nel 1997, dopo l’esposizione Omaggio a Leonardo a Londra, avvia la produzione delle sue sedie-scultura, opere ibride tra scultura, design e installazione. I suoi lavori sono stati esposti in sedi internazionali, tra cui la Triennale di Milano, il Pushkin Museum di Mosca e il Museo Sheremetev di San Pietroburgo. Ha collaborato con importanti brand della moda e del design. Vive e lavora a Milano.
Con una lunga carriera che si è sviluppata tra pittura, grafica e scultura, Carla Tolomeo ha incentrato la sua ricerca sull’ibridazione di elementi naturali, mitologici e letterari, a sfidare la funzione dell’oggetto d’uso. Le sue sedie-scultura hanno contribuito a definire un linguaggio specifico, in cui l’artigianalità si intreccia con una dimensione estetica ben definita. A Firenze, l’artista continua questa esplorazione, ponendo al centro della scena non l’oggetto d’arredo ma un elemento domestico focale. «Il forno custodisce la rosa di Carla Tolomeo come un seme di bellezza in attesa, un gesto silenzioso di pazienza creativa», ha spiegato Sabino Maria Frassà. «Il forno, oggetto alchemico, è il luogo in cui il tempo lavora con calma, trasformando ciò che è grezzo in forma piena».
Ingresso libero su registrazione a questo link.
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