Categorie: Design

Tutto pronto per il Salone del Mobile 2026: il design torna a conquistare Milano

di - 19 Aprile 2026

Torna in un momento di grande turbolenza geopolitica la design week di Milano. Dal 20 al 26 aprile 2026 il capoluogo lombardo si appresta a ospitare l’evento diffuso e capillare dedicato al design più atteso dalla community del progetto internazionale e non solo. Tra la fiera di Rho che ospita il Salone del Mobile 2026 e l’area metropolitana milanese è possibile cogliere tendenze, umori, sensazioni, talenti emergenti del frastagliato mondo del progetto contemporaneo. Un universo produttivo e creativo che soffre necessariamente di un’elevata e permanente instabilità che sta incidendo profondamente sugli investimenti, sulle catene di approvvigionamento e in generale, sull’economia e la cultura globale.

Design Kiosk, Salone del Mobile Milano 2025 © Andrea Mariani

Salone del Mobile 2026

C’è consapevolezza della realtà nelle parole di Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile, che afferma: «Nel pieno di una fase geopolitica e economica segnata da profonde discontinuità e da nuove polarità, il Salone del Mobile riafferma il suo ruolo di piattaforma strategica globale e risponde con visione e continuità ai mercati, proponendosi come un punto fermo in un tempo instabile: un luogo dove l’industria si incontra, il pensiero si articola e il futuro si progetta». Una prospettiva che prende forma soprattutto nel Salone Satellite, dove 700 progettisti under 35 provenienti da 43 Paesi e 23 Scuole, Università di design internazionali, si misurano con il tema Maestria artigiana + Innovazione/Skilled Craftsmanship + Innovation, Si tratta di un invito a riscoprire l’artigianato come linguaggio del futuro, ponte tra eredità manuale e visione tecnologica.

Bianco 67, Parasite 2.0 photo Francesco Marano – EllerStudio

Tra collectible design e contract: le novità

Una chiamata collettiva a ripensare il fare con le mani come atto progettuale, culturale e politico, capace di dare forma alle urgenze di una nuova generazione globale di designer. Due sono le novità assolute della 64ª edizione del Salone: Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces e la sezione dedicata al contract. Raritas è un progetto curato da Annalisa Rosso con l’exhibition design di Studio Formafantasma che si propone, finalmente, di dare forma a un atlante del collectible design accostando pezzi unici di designer già noti e affermati con lavori di designer emergenti, tra edizioni limitate e manifattura creativa. Uno spazio, una sezione che testimonia come l’artificazione di tanti oggetti da collezione non sia un limite o un gesto di confusione ma una delle possibili declinazioni della professione per tanti progettisti e designer, come sottolineato dalla curatrice: «un progetto culturale che mette a fuoco identità, provenienze e visioni, e fa dell’oggetto un atto di linguaggio nel presente». Il Salone Contract vede, invece, la prestigiosa firma di OMA, lo studio di ricerca di Rem Koolhaas che in collaborazione con David Gianotten cura il masterplan di questo progetto strategico di lungo periodo. È una nuova iniziativa di Salone del Mobile pensata per leggere e interpretare la complessità del contract, un mercato in forte e rapida trasformazione dove il valore si sposta dal singolo prodotto alla capacità di integrare sistemi, competenze, dati e servizi. OMA, studio internazionale di architettura e urbanism, incarna proprio questa pratica progettuale segnata da una forte dimensione di ricerca, con un approccio che attraversa scale e discipline.

FTK Salone del Mobile.Milano 2024 © Andrea Mariani

Design Week e Fuorisalone

Da Rho ci spostiamo a Baggio, dove nell’ex ospedale militare e in Villa Pestarini, straordinaria architettura modernista disegnata da Franco Albini, si tiene una nuova edizione di Alcova, la piattaforma espositiva e culturale curata da Valentina Ciuffi e Joseph Grima. Due contesti radicalmente diversi che ospitano oltre 120 espositori internazionali, tra aziende, designer indipendenti e scuole di design. Un paesaggio progettuale, creativo e produttivo che dà forma a un ecosistema che si condensa attorno a tensioni simbiotiche di riscoperta e sperimentazione, ricerca e cultura materiale contemporanea. Tra le presenze più attese si segnala in Villa Pestarini, in uno spazio che non è mai stato aperto al pubblico, Haworth, insieme a Cassina, presentano un’installazione di Patricia Urquiola. Si tratta di un’operazione di scrittura contemporanea dell’eredità modernista di Franco Albini, una delle figure chiave del modernismo italiano. La nota designer reinterpreta l’ingresso e le zone giorno partendo da pezzi iconici come la libreria Veliero e la poltrona Luisa, disegnate da Albini e prodotte in esclusiva da Cassina, rileggendo elementi architettonici della Villa come l’imponente vetrata. L’atmosfera di una casa contemporanea è esaltata dalla presenza di pezzi vintage e oggetti contemporanei selezionati da Patricia Urquiola insieme ad Alcova. Nei tentacolari spazi dell’ex ospedale militare grande curiosità desta la presenza di prestigiose scuole di design internazionali come la Design Academy di Eindhoven, la London School of Architecture, HEAD di Ginevra e UMPRUM di Praga.

Salone Raritas Salone del Mobile.Milano 2026 Visual ©Formafantasma

BASE e il design come infrastruttura relazionale

Da Baggio ci spostiamo a Milano in zona Tortona dove BASE si propone come campo di sperimentazione e ricerca per il presente e il futuro con l’ambiziosa prospettiva culturale e relazionale racchiusa nel claim WE WILL DESIGN, che per questa edizione si declina attraverso Hello, Darkness. A dare forma al tema si propone come epicentro simbolico l’intervento dello studio francese Smarin, in collaborazione con Emanuele Quinz: IDIORYTHMIA – RE-U construction system. Un ambiente immersivo governato da un sistema di arredi reversibili pensato per riprogrammare i nostri ritmi biologici attraverso dispositivi che ridefiniscono postura e respiro. Un’agorà trasformativa che mette al centro l’accoglienza e l’economia circolare, in dialogo con una delle dimensioni più concrete di BASE: la costruzione di infrastrutture di ospitalità, dalla foresteria casaBASE al campeggio urbano attivo durante la settimana del design.

Les Marches credis smarin

Il design trascende la sua materialità aprendosi a una condizione evolutiva e interrogativa della realtà: come viviamo, come stiamo insieme, come sosteniamo chi produce ricerca. Sottolinea questa dimensione fluida e trasformativa del progetto contemporaneo anche Temporary Home, dove gli spazi diventano insieme luogo di vita e esposizione. Si abitano così progetti che interrogano rituali, corpi e memorie: dalle speculazioni di Bianca Carague sul futuro del Kamayan filippino mediato dalla tecnologia e dal clima, fino all’archivio olfattivo di Lucrezia Alessandroni che conserva fragranze microbiche legate a pratiche in via di estinzione. Il design si fa archivio vivente, gesto culturale che resiste alla cancellazione antropocentrica. Accettare il buio, aprirsi a nuove alleanze, abitare l’ignoto: così BASE si fa anche spazio di conversazioni, incontri, musica e sperimentazioni sonore, grazie alla collaborazione con Le Cannibale, portando la club culture e la ricerca elettronica dentro il programma del FuoriSalone Ascoltare il presente, vivere le contaminazioni per abitare un tempo sempre più oscuro e disumano sono forse le condizioni che ci propone il design contemporaneo grazie alla design week milanese.

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