Inaugura la 30ma edizione di Miniartextil: la storia e il futuro della Fiber Art, in mostra a Como

di - 6 Maggio 2021

Siamo andati a Como per visitare Miniartextil, la storica manifestazione dedicata alla Fiber Art contemporanea. Fra la Pinacoteca Civica, il Padiglione ex Grossisti del Mercato Coperto e “METAMORPHOSIS”, una mostra parallela organizzata per l’occasione, si riflette sulla componente tessile nell’arte contemporanea.

Miniartextil: la trentesima edizione

Per la trentesima edizione di Miniartextil, purtroppo rimandata molte volte a causa dell’emergenza sanitaria, l’associazione Arte&Arte ha organizzato un percorso in tutta la città, per raccontare la storia trentennale di questa manifestazione ideata da Mimmo Totaro e Nazzarena Bortolaso, partendo dalla Pinacoteca di Civica di Como.

La giuria presieduta da Totaro, Paolo Bolpagni, Maria Luisa Frisa, Francesco Franchi e Giovanni Berera ha scelto 54 minitessili da esporre alla Pinacoteca. I minitessili sono opere delicate che riescono a far riflettere su molti temi della nostra contemporaneità usando la componente tessile. Oltre ai minitessili, una mostra retrospettiva riunisce i capolavori delle Civiche Collezioni con le opere di 26 artisti internazionali scelti fra quelli che hanno partecipato a una delle scorse edizioni di Miniartextil.

Questo minitessile di Manuela Bieri, un cuscino di lana e cotone, ripercorre l’esperienza del distanziamento sociale. Manuela Bieri, Social distancing, 2020. Credits t-space studio

Fra gli artisti, troviamo Monica Teal, Kendall Buster, la coreana Sun Rae Kim, Wanda Casaril, Giulio Locatelli, Ottonella Mocellin insieme a Nicola Pellegrini, David Olivieira, Josep Grau-Garriga, Angela Glajcar, Alvaro Diego Gomez Campuzano, Giovanna Bolognini, Filippo Avalle, Olga De Amaral e, infine, lo stesso Totaro.

Una delle opere in mostra immersa nel dialogo con i tesori della Pinacoteca Civica. Marisa Bronzini, Senza Titolo, 2003. Credits t-space studio

Padiglione ex Grossisti

Stefano Ogliari Badessi, l’artista dietro a Sei esattamente dove dovresti essere, l’installazione immersiva situata nel Padiglione ex Grossisti. Credits: Andrea Zanenga

Il contesto del Padiglione ex Grossisti del Mercato Coperto sfrutta uno stabile della città non ancora aperto al pubblico. All’interno campeggia una grande installazione di Stefano Ogliari Badessi, Sei esattamente dove dovresti essere. Questa opera “respira” grazie all’effetto del gonfiabile collegato al battito dell’artista. Il pallone è stato realizzato con sacchetti in polipropilene recuperati dall’artista a Shanghai, nel 2018. La struttura al suo interno è abitata da sculture realizzate con sete comasche e occhi tribali appesi, che completano l’esperienza di comunione con l’arte per lo spettatore.

Villa Olmo: METAMORPHOSIS

Questa incredibile opera di Nedko Solakov rimarrà a Villa Olmo fino a luglio 2021 per METAMORPHOSIS, la mostra parallela a Miniartextil. Nedko Solakov, A beauty. Credits: t-space studio
Maurizio Donzelli valorizza una delle sale più belle di Villa Olmo con Resonances. Credits: t-space studio

Arriviamo quindi all’ultima tappa. “METAMORPHOSIS”, la mostra colletiva curata da Paolo Bolpagni, Giovanni Berera e Sonia D’Alto, raccoglie voci proveninenti da scenari culturali molto diversi fra loro ma accomunati dal linguaggio dell’intreccio. Le opere di Jannis Kounellis, Slavs and Tartars, Marwa Arsanios, Nadko Solakov, Ariel Schlesinger insieme a Jonathan Mond, Hans Peter Feldmann e molti altri, interpretano il rapporto con la componente tessile in modi diversi, dialogando nelle suggestive stanze di Villa Olmo.

L’incredibile impegno di Marwa Arsanios, le cui opere sono state esposte anche al MoMA di New York, si riflette in Who is Afraid of Ideology Part II. Credits: t-space studio

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