ZONA MACO, Città del Messico
Tra il fermento per la prima edizione di Art Basel Qatar — che aprirà a breve a Doha — e il crescente interesse per l’italianissima Arte Fiera di Bologna, anche l’America Latina trova un meritato posto nel calendario di queste settimane, per addetti ai lavori, collezionisti e appassionati d’arte. Il 4 febbraio inaugurerà infatti, a Città del Messico, Zona Maco: fiera fondata nel 2002 da Zélika García e giunta ormai alla sua 22ma edizione. Si tratta di un appuntamento che è cresciuto in modo costante negli ultimi due decenni, trasformandosi da evento locale a piattaforma di riferimento per il sistema dell’arte latinoamericano e non solo.
La fiera conferma anche quest’anno la sua vocazione internazionale: sono oltre 200 le gallerie partecipanti, provenienti da ben 27 Paesi diversi. Ovviamente molti espositori messicani di calibro globale, tra cui Kurimanzutto, Karen Huber, Ethra e Travesia Cuatro. Tra i big internazionali, Pace Gallery, Sean Kelly, Marian Ibrahim, Carl Friedman Gallery, A Lighthouse Called Kanata. Significativa anche la presenza italiana, con Cadogan Gallery, Secci, Galleria Continua, Anna Marra, Wizard, Boccanera e CITCO. In questo modo, Zona Maco si propone come crocevia tra mercati consolidati e scene emergenti e instaurando un fruttuoso dialogo tra America Latina, Nord America, Europa, Africa e Asia. La fiera di Città del Messico continua a essere osservata come uno dei principali appuntamenti culturali del Sud globale, capace di attirare tanto grandi gallerie internazionali quanto spazi indipendenti e realtà più sperimentali.
La struttura dell’edizione 2026 è articolata in quattro grandi aree, un impianto che Zona Maco ha consolidato nel tempo e che continua a funzionare. Il cuore della fiera resta MÉXICO ARTE CONTEMPORÁNEO, sezione principale dedicata alle pratiche contemporanee dall’America Latina e dal resto del mondo, affiancata da DISEÑO, che intercetta il crescente interesse per il design da collezione; dal SALÓN DEL ANTICUARIO, dedicato al mercato dell’antiquariato, dai piccoli oggetti storici fino a pezzi museali e vintage; e da FOTO, sezione focalizzata sulla fotografia come linguaggio autonomo e mercato specifico.
All’interno di MÉXICO ARTE CONTEMPORÁNEO si articola poi una struttura ancora più stratificata: oltre alla sezione generale, la fiera include SUR, dedicata a pratiche artistiche dal Sud globale; ARTE MODERNO, che rilegge il modernismo attraverso una prospettiva latinoamericana; ed EJES, sezione tematica che affronta questioni legate a migrazione e tensioni geopolitiche, rendendo esplicita una dimensione politica che da anni attraversa la programmazione di Zona Maco.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca invece FORMA: una nuova iniziativa pensata per progetti in bilico tra arte e design e che segnala l’interesse della fiera a intercettare nuovi mercati emergenti, in linea con una tendenza sempre più evidente nel sistema dell’arte globale a dissolvere ogni rigida linea di demarcazione tra categorie.
A completare il dispositivo fieristico ci sono poi EDITORIAL, una vera e propria mini-fiera dedicata all’editoria d’arte con circa 30 case editrici e magazine specializzati, e il TALK PROGRAM, che ospita incontri e conferenze con artisti, curatori e collezionisti internazionali.
Zona Maco costituisce però il fulcro di una serie di eventi più ampia e articolata: l’Art Week di Città del Messico, che propone un calendario ricchissimo di mostre e avvenimenti. Accanto alla fiera principale, si svolgeranno infatti Salón ACME, Feria Material, BADA México, e molte iniziative curate da istituzioni come il Museo Tamayo, il Museo Jumex e il MUAC.
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