Categorie: fiere e mercato

fiere – bilanci | Cresce Expo Arte

di - 3 Marzo 2003

L’esposizione, articolata su oltre diecimila metri quadrati, ha consentito a visitatori, collezionisti e appassionati d’arte di poter ammirare opere storiche di grande fascino e importanza. Come -tanto per citarne alcune- una meravigliosa Piazza d’Italia di Giorgio de Chirico o una delle inquietanti “strutture” di Emilio Scanavino, tra i vari Fontana, Sironi, Severini, Morandi, Matta, Utrillo.
Accanto alle “grandi firme” del Novecento e a Maestri consacrati come Fiume, Guttuso, Vespignani e Baj, c’era anche la Pop art nostrana con Festa, Schifano, Rotella, e la Transavanguardia con Chia e Paladino. Tra i nomi affermati del panorama contemporaneo, colpiscono i Dormice, con “Operation shoneit”; il londinese-milanese Jonathan Guaitamacchi con una enorme città-transistor in bianco e nero, e Lillo Messina che invece usa tutti i colori dell’iride creando strani giocattoli adagiati sulla sabbia di isole favolose.
Sempre molto ammirato Antonio Tamburo ed il nichilismo esistenziale dei suoi personaggi. Essi sembrano venir fuori dal buio dell’anima, quando non è quello stesso buio ad inghiottirli. Hanno destato notevole interesse le composizioni in vetro, vere e proprie sculture, della giapponese Oki Izumi, avveniristiche architetture di ipotetiche città iper-moderne. Una conferma in fatto di eleganza dell’immagine e del colore viene sostanzialmente da Silvia Papas come, d’altro canto, per purezza formale e stilistica, da Omar Galliani. Le Sirene incantatrici di Valerio de Filippis si caratterizzano per spessore plastico e aggressività nell’uso del colore. Dopo la precedente stagione espressionista sulla violenza metropolitana, egli rinnova la sua poetica con sfondi surreali quanto ambigui, dai quali prendono forma fontane sgorganti acque magiche ed irreali. Per la scultura, sono da segnalare giovani emergenti come Alessandra Urso di Padova, il faentino Carlo Zoli e il brindisino Gianfranco Salvia.
Una Expo Arte, quella di quest’anno, migliorata nell’organizzazione. Ha fatto leva sì sui nomi degli artisti storici, ma ha puntato anche molto sull’utilità che ne possono trarre gli artisti in attività, in termini di confronto e contatti. Emblematico è stato, in tal senso, l’invito ricevuto dal pittore Mimmo Milano – presente in Fiera con i suoi grattacieli di Manhattan – da parte di un alto funzionario del parlamento europeo, a partecipare all’Expo di Bruxelles.

anna rita daqua

[exibart]

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