Semplicemente Ettore Spalletti. Online il documentario di Alessandra Galletta

di - 22 Ottobre 2020

«Mi sento come un cristallo, che non è il vetro e non è nemmeno la pietra preziosa». Il documentario di Alessandra Galletta, in visione online per la 25ma edizione di Artecinema, la rassegna di film d’artista a cura di Laura Trisorio, narra la quotidianità di Ettore Spalletti, metodica e contemplativa. Come un monaco buddista radicato al suo territorio, Spalletti viene raccontato e si racconta attraverso le montagne, il mare e il cielo d’Abruzzo. Le persone a lui vicine intervengono dai luoghi che lo hanno ispirato, come la sua casa a Spoltore, dalla quale la moglie Patrizia Leonelli racconta uno Spalletti privatissimo, oppure lo studio a Cappelle sul Tavo, dove Azzurra Ricci, sua assistente, ricorda un perfezionista attraverso i suoi piccoli rituali, come l’acquisto di fiori freschi tutte le mattine, prima di recarsi in studio, dove si aspettava sempre dei fogli bianchi e una matita perfettamente acuminata che, a fine giornata, il più delle volte, restavano intonsi.

Ettore Spalletti, tra piccole abitudini e grandi mostre

Come noto, per l’artista il rapporto con lo spazio è sperimentato attraverso la luce e il colore e, da questo documentario-testamento, il concetto emerge attraverso un excursus dei suoi lavori. Una ricerca rigorosa che, per stessa ammissione dell’artista, è evoluta pochissimo negli anni e che denota in qualche maniera una forte coerenza tra modus operandi e modus vivendi.

L’immagine pubblica di Spalletti viene fuori attraverso le grandi mostre, in particolare “Un giorno così bianco, così bianco”, la grande personale del 2014 con oltre 70 opere in contemporanea in tre musei nata dal desiderio di presentare la varietà, complessità e profondità della pratica artistica del maestro, partita dal MAXXI con una grande installazione ambientale, concepita per l’occasione e composta da 17 opere, proseguita poi alla GAM di Torino e al MADRE di Napoli.

Oltre al compianto Germano Celant intervengono anche i suoi storici galleristi, in primis Lia Rumma che gli affidò la mitica inaugurazione dello spazio milanese nel maggio 2010 con “Ho visto con i miei occhi quanto è lontana la terra” e il direttore della Marian Goodman Gallery, Andrew Leslie Heyward. E poi il ricordo commosso di sua nipote, la gallerista Benedetta Spalletti anche attraverso la memoria del padre Vittoriano, amatissimo fratello di Ettore.

In chiusura, l’interessantissimo ricordo di Andrea Dall’Asta, padre gesuita e storico che apre una dimensione spirituale sull’autore attraverso la progettazione di uno dei suoi lavori forse tra i più suggestivi: la cappella di Villa Serena a Città Sant’Angelo (PE) nel 2017 in collaborazione con un architetto a Spalletti molto caro, la moglie Patrizia, che accompagnerà il suo lavoro dal loro primo incontro alla fine dei suoi giorni, esattamente un anno fa.

Condividi
Tag: alessandra galletta Andrew Leslie Heyward artecinema Azzurra Ricci Ettore Spalletti Germano Celant laura trisorio lia rumma napoli Patrizia Leonelli

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador DalĂ­ e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador DalĂ­ e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera piĂą famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterĂ  una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01
  • Mostre

Nel sonno si dissolve il controllo: una mostra per delega da Mondoromulo

Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…

24 Aprile 2026 12:20