Categorie: Fotografia Mostre

Il perturbante delle bambole: fotografie di Séléne de Condat alla Crumb Gallery

di - 25 Febbraio 2022

Proseguono le mostre di fotografia alla Crumb Gallery, spazio di arte contemporanea fiorentino, fondato nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto ed Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart è uno spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Fino al 26 marzo 2022 è visitabile la mostra di Séléne de Condat, “L’HÔPITAL DES POUPÉES”.

Colpisce subito al primo sguardo il progetto dell’artista francese, che viene ospitato dal piccolo spazio di via San Gallo, in pieno centro a Firenze. Le pareti con le opere sono bene in vista anche dalla strada, si tratta di grandi stampe fotografiche a colori che raccontano la storia dell’Ospedale delle Bambole di Roma, una bottega di artigiano situata in via Ripetta, vicino a Piazza del Popolo. All’interno della bottega, degna location per un film noir con elementi misteriosi, lavorano Federico Squatriti, erede dell’attività di famiglia, aiutato dalla madre ottantenne. Lì dentro si rimettono a posto le bambole, vecchie, nuove, belle, brutte, di ogni materiale e provenienza.

La fotografa francese riesce a restituirci un racconto quasi filmico del luogo, lavorando con primissimi piani sui volti delle bambole e lasciando sullo sfondo la documentazione prettamente da reportage e giornalistica. Ci ritornano in mente l’amore surrealista per le bambole di Hans Bellmer, le teste dadaiste di Raoul Hausmann, ma anche le atmosfere metafisiche e misteriose di certi ritratti di Balthus.

A Roma il negozio è chiamato anche “il negozio del terrore”, perché lì dentro si accumulano braccia, occhi, gambe ed arti di giocattoli che sembrano ricordarci un lato nero e fiabesco, che inevitabilmente fa parte della nostra infanzia. L’obbiettivo di de Condat, sonda il “perturbante” freudiano, le bambole sembrano quasi esseri umani, ci guardano negli occhi come ad implorare un dialogo, una salvezza, una parola di conforto. «Queste bambole sorprese dalla macchina fotografica – scrive Marcelle Padovani nell’introduzione al catalogo – hanno avuto una loro vita, una loro parte, una loro storia, e i loro desideri, ed eccole adesso handicappate, azzoppate, invecchiate, sciancate, e brutalmente confrontate all’idea della propria disgregazione, che non è altro che la morte. Come noi. Esattamente come noi». Il volto ripreso in primissimo piano, ci mette in comunicazione con un lato oscuro del nostro passato, come aprire una soffitta dopo anni di lontananza dalla casa dove siamo nati, ci coglie un misto di esaltazione e di inquietudine.

Alla Crumb Gallery sono dunque esposte 25 opere fotografiche, di diverso formato, ad accompagnare la mostra un bel catalogo, Collana NoLines, con testi di Rory Cappelli e della giornalista francese Marcelle Padovani, attiva dagli anni Settanta, che ha collaborato con Giovanni Falcone alla stesura del libro “Cose di Cosa Nostra”, pubblicato nel 1991 da Rizzoli.

Lo sguardo della de Condat su questa eccentrica bottega romana è profondamente francese, anche nei racconti di Balzac c’era quel senso di magico e di inquietante, un “visionnaire passionè”, secondo la definizione di Baudelaire. Un altro artista che ha lavorato sul pupazzo e che parla di “campo unificato” per quanto riguarda la narrazione, è il regista David Lynch.  Nel bellissimo saggio di scrittura creativa, “In acque profonde” scritto dal regista di Twin Peaks nel 2009, si parla della creatività e del lavoro sull’immagine, come la ricerca continua di un inconscio liquido e comune a tutti. Come in un archetipo junghiano, la forza dell’arte nasce proprio nel trovare una corrispondenza tra lo spettatore e l’artista. In questo lavoro sull’Ospedale delle Bambole, la fotografa francese riesce a unire i campi di immaginazione di Roma, Parigi e della letteratura “grand guignol”, portando lo spettatore in un viaggio magico e onirico. Molto interessante tra l’altro il lavoro sulla post produzione fotografica e altissima la qualità delle stampe.

Sélène de Condat è nata a Parigi e vive tra Roma e Palermo, collaboratrice del coreografo Maurice Béjart, si occupa di danza e foto di scena. Ed è proprio al teatro di figura che la fotografa ci riporta, alle marionette, al fascino posticcio dei teatri da camera in cartone, che sono stati spesso i luoghi delle prime prove di drammaturgia e l’ingresso nel mondo dello spettacolo per drammaturghi come Ingmar Bergman o Antonin Artaud. La fotografa francese è sempre alla ricerca di una narrazione, sia nei suoi innumerevoli viaggi all’estero che nel raccontare i personaggi di una Parigi spesso misteriosa e marginale.

Tra le ultime esposizioni dell’artista, ci sono quella al Museo delle Fogne di Parigi (2013), dove ha presentato la storia degli ultimi fognaioli della capitale francese, quella al Museo in Trastevere a Roma (2015) e la mostra al Comune di Parigi (2016) con le immagini dei éboueurs, gli spazzini, della Municipalité.

Articoli recenti

  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30