Immagine: Loredana Nemes © Markus Kirchgessner
Milano Art Guide ed exibart presentano It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World, un atlante della fotografia degli anni 2020, da scoprire ogni settimana su Instagram: l’ospite di questa settimana è Loredana Nemes. Per dare un’occhiata al takeover nelle stories del nostro account instagram, vi basta cliccare qui.
A cosa stai lavorando?
«Sto lavorando a un nuovo libro e a due mostre. Nel 2020 ho lavorato a una nuova serie sull’amore in tarda età che verrà esposto e pubblicato. Un tema così esistenziale e toccante in un anno come il 2020.»
Come ti ispiri? E cosa ti ispira di più?
«La vita stessa. I momenti quotidiani, l’energia della vita, dell’ amore, odio, avidità, paura o altre intensità. E naturalmente il potenziale di riduzione e il potere dei maestri come Vermeer, Hals o Bacon per esempio.»
Cosa significa fotografare nel 2020?
«Significa immergersi in nuovi percorsi e trovare nuovi modi per esprimere il concetto di “chiusura”, sconfinamento, in tempi di distanziamento. E soprattutto significa prendersi cura e proteggere gli altri.»
Il 2020 in una foto?
Nata e cresciuta a Sibiu, in Romania, Loredana Nemes è una fotografa indipendente attiva a Berlino. La sua serie Beyond (2008 – 2010) si avvicina al mondo di uomini che tutt’ora popolano i caffè turchi, orientali e arabi a Kreuzberg, Neukölln e Wedding, a Berlino. Per via del suo esser donna e per il suo diverso background culturale, le è stato negato l’accesso. Le sue fotografie ritraggono gli esterni architettonici di questi luoghi misteriosi come meravigliose scatole luminose, e ritrae sorprendenti primi piani degli ospiti che popola i caffè, donando al luogo visioni potenti ed espressive. La sua ultima serie, Gier e 23197, è stata esposta nel 2018 in occasione di una sua retrospettiva alla Berlinische Galerie. In 23197 Loredana afferma che fin dalle origini della fotografia, questo dispositivo è stato usato ripetutamente per migliorare l’impatto emotivo delle immagini. Nelle fotografie emerge un largo utilizzo dell’effetto sfuocato, voluto dall’artista per affrontare un’esperienza personale di paura. Per trasmettere quella sensazione, Loredana ha collocato la sua macchina fotografica in prossimità di veicoli parcheggiati a pochi metri di distanza. In seguito, impostando l’obiettivo ad alta definizione così stranamente sfuocato, i veicoli svanirono quasi completamente in una sorta di nebbia. Per questo motivo, le venti opere della serie 23197 sono “ritratti” sfuocati che ricordano i ritratti maschili e femminili di Dunja Evers, che attirarono l’attenzione verso la fine degli anni ’90, e le superfici colorate tremolanti e orizzontalmente stratificate di Mark Rothko.
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