Categorie: Fotografia

Nel sud del mondo la moda diventa un gesto radicale: viaggio visivo di Daniele Tamagni

di - 16 Maggio 2025

Dalla vivacità dei sapeurs congolesi ai silenzi carichi di potenza delle cholitas boliviane, dalle ombre ribelli dell’afrometal in Botswana ai retroscena della Dakar Fashion Week, Daniele Tamagni ha attraversato le estetiche più dirompenti della contemporaneità urbana con uno sguardo empatico e lucido. Questo giro intorno al mondo si condensa nella Galleria Civica di Trento: qui, dal 17 maggio al 6 luglio 2025, il Mart dedica al fotografo milanese, prematuramente scomparso nel 2017, la mostra Style Is Life, un’antologica che ne ripercorre i sette anni di intensa e troppo breve attività, attraverso 80 fotografie ordinate in sei sezioni tematiche. La mostra, curata da Chiara Bardelli Nonino, Gabriele Lorenzoni e Aïda Muluneh, è realizzata in collaborazione con la Daniele Tamagni Foundation e si affianca a una retrospettiva gemella allestita a Dakar, città simbolica nella geografia affettiva dell’artista.

Portrait of a Sapeur wearing hot pink sunglasses and matching tie, holding a pipe in his mouth. Brazzaville, Congo (2008) Ph. Daniele Tamagni

La moda come linguaggio visivo e sociale

Nato nel 1975, laureato in Beni Culturali e con un Master in Storia dell’Arte, Tamagni scelse la fotografia come strumento di indagine sociale, dedicandosi solo in età adulta alla pratica visiva e ottenendo riconoscimenti internazionali come il Canon Young Photographer Award (2007), l’ICP Infinity Award (2010) e il World Press Photo Award (2011).

«Voleva capire e fotografare lo stile, in particolare quel momento in cui il gusto da radicalmente personale si trasforma in un gesto, e volendo in un messaggio, destinato agli altri. La sua ricerca passava sempre, prima di tutto, dalle persone: voleva conoscere i suoi soggetti, intrecciare amicizie, scoprire perché si vestissero in un certo modo, cosa volevano comunicare e a chi», racconta Bardelli Nonino.

Julia whilst throwing herself in one of her classic acrobatics. Ph. Daniele Tamagni

Per Aïda Muluneh, «Daniele Tamagni ha intrapreso una missione per dimostrare quanto ricco sia il continente africano in termini di diversità e storie non ancora narrate. Dal mio punto di vista, l’arte ruota attorno alla trasmissione delle nostre verità personali. Daniele si è deliberatamente concentrato su individui ai margini della società, su coloro che sfidano le norme, privilegiando l’affermazione di sé rispetto all’approvazione altrui, su coloro che aprono la strada ai loro viaggi unici. A mio parere, ha scelto narrazioni strettamente allineate al suo cuore e al suo percorso di vita».

Daniele Tamagni, Untitled (serie Afrometals), 2012, stampa 2024_© Daniele Tamagni, Courtesy Giordano Tamagni

Dandy africani, metal heads e luchadoras

Tra le serie più celebri in mostra, spicca Gentlemen of Bacongo, un viaggio visivo tra i sapeurs congolesi – da La Sape – Société des Ambianceurs et des Personnes Élégantes – del quartiere Bacongo di Brazzaville. Tamagni immortala l’eleganza sfavillante di questi dandy africani che, sin dal periodo coloniale, hanno trasformato l’abbigliamento occidentale in una sofisticata strategia di resistenza culturale. Il libro omonimo, pubblicato nel 2009 da Trolley Books, è diventato un cult della fotografia contemporanea, influenzando la moda internazionale, da Paul Smith a Stella Jean, fino alle suggestioni del recente MET Gala dedicato al black dandyism.

Group of young Sapeurs posing for the camera in Brazzaville, Congo (2008) Ph. Daniele Tamagni

Ma l’orizzonte di Tamagni si allarga. Nel 2012, documenta la scena afrometal del Botswana, immergendosi nella quotidianità di una comunità dove la musica heavy metal si fonde con codici visivi e identitari radicali. Catene, borchie, stivali e giubbotti diventano dichiarazioni di appartenenza, pratiche di autonomia immaginativa in un contesto sociale complesso.

Daniele Tamagni, Untitled (serie Afrometals), 2012, stampa 2024, © Daniele Tamagni, Courtesy Giordano Tamagni

Il cromatismo vibrante ritorna nelle fotografie dedicate alle cholitas boliviane, donne indigene che sfidano le convenzioni di genere attraverso il wrestling, rivendicando con orgoglio la propria identità. L’uso della pollera, la tradizionale gonna ampia, diventa un’arma simbolica nella lotta per i diritti delle donne e delle popolazioni native. La serie valse a Tamagni il World Press Photo nel 2011.

Julia fomenting the crowd before the beginning of the show. Ph. Daniele Tamagni

Johannesburg e Dakar: luoghi della resistenza estetica

Il percorso continua a Johannesburg, dove il fotografo ritrae le giovani crew urbane nate in risposta alle restrizioni politiche del Sudafrica post-apartheid. Ancora una volta, la moda si fa vettore di una nuova identità collettiva, strumento per reinventare la propria collocazione nel mondo.

Daniele Tamagni, Smarteez #2, 2012, stampa 2024_© Daniele Tamagni, Courtesy Giordano Tamagni

A Dakar, nel 2012, Tamagni entra nei backstage delle sfilate della fashion week. Ne cattura l’energia artigianale, la fragilità e la forza dei corpi, la spontaneità delle interazioni dietro le quinte. Questi scatti restituiscono un ritratto intimo della scena fashion africana in uno dei suoi momenti germinali.

Two models in the backstage during Dakar Fashion Week. Ph. Daniele Tamagni

Una narrazione che continua

Style Is Life è anche una monografia appena pubblicata da Kehrer Verlag. Il volume contiene, oltre ai testi delle due curatrici della mostra, i contributi di Alain Mabanckou, Angelo Ferracuti, Gerardo Mosquera, Emmanuelle Courreges, Lekgetho Makola e le testimonianze di Alessia Glaviano, Duro Olowu, Michele Smargiassi, Deborah Willis, che ripercorrono la storia professionale e umana dell’artista.

Daniele Tamagni_Tembisa Revolution #3, 2012, stampa 2024, © Daniele Tamagni, Courtesy Giordano Tamagni

Inoltre, attraverso la Daniele Tamagni Foundation, la sua eredità si traduce in progetti educativi, mostre internazionali e borse di studio che danno continuità a uno sguardo che ha saputo vedere, oltre l’immagine, la potenza trasformativa dello stile.

Daniele Tamagni, Untitled (Vintage Dance Cru) © Daniele Tamagni, Courtesy Giordano Tamagni

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

La Kunsthaus Bregenz ospita la mostra di un artista che vuole rimanere senza identità

Nell’iconico edificio di Peter Zumthor l’artista senza nome non presenta opere d’arte, ma una casa modulare che ospiterà in futuro…

9 Gennaio 2026 16:34
  • Fiere e manifestazioni

MIDO 2026: il mondo dell’occhialeria e del design si incontra a Fieramilano

Attesi circa 1200 espositori da 50 Paesi con 140 new entry e visitatori da oltre 160 nazioni: ultimi preparativi per…

9 Gennaio 2026 15:46
  • Progetti e iniziative

Transforming Arts: a Catania due giorni per ripensare l’arte nell’era del digitale

L'Accademia di Belle Arti di Catania presenta, a Palazzo Biscari, un forum del progetto ART.IT dedicato a creative coding, arte…

9 Gennaio 2026 13:58
  • Attualità

In Spagna, il nuovo polo del Museo Guggenheim di Urdaibai non si farà

A seguito delle proteste della popolazione, è stato definitivamente abbandonato l’ambizioso progetto di una nuova sede del Museo Guggenheim nella…

9 Gennaio 2026 12:52
  • Mostre

Stuart Ringholt mette in discussione l’immagine e la nostra capacità di leggerla

A Torino, la prima mostra personale italiana di Stuart Ringholt: paesaggio e censura attraverso la pratica della cancellazione e della…

9 Gennaio 2026 12:26
  • Progetti e iniziative

Narrazioni, diaspora e spazio urbano: il programma 2026 di Kunst Meran Merano Arte

Il programma 2026 di Kunst Meran Merano Arte si articola in tre mostre e una residenza, dalla prima personale in…

9 Gennaio 2026 11:19