Gianni Berengo Gardin, Linosa, 1991 Stampa ai Sali dâargento Vintage print Foto ŠGianni Berengo Gardin. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Gianni Berengo Gardin, Milano
La targhetta in ottone sulla porta riporta solo il cognome con cui è conosciuto e riconosciuto da tutti come il grande maestro della fotografia in bianco e nero: Berengo-Gardin. à il 21 giugno del 2023. Sono emozionata. Mi apre la porta lui: Gianni Berengo-Gardin è affabile, gentile, semplice, come solo i grandissimi artisti che ho conosciuto in questi anni sanno essere. Ha 93 anni e mi precede salendo le scale che portano al suo archivio senza titubanze. Ci accoglie sua figlia Susanna Berengo-Gardin, che di quel prezioso archivio che contiene oltre due milioni di scatti in bianco e nero, ne è la silenziosa custode e responsabile.
Sul tavolo, vicino alla sua amata Leica, ha preparato una scatola con la scritta Linosa, 1991. Contiene un tesoro. In soli tre giorni, dal 24 al 27 dicembre 1991, ha scattato 46 rullini nellâunica isola remota dâItalia, che lui stesso definiva âla piĂš dimenticata e lontana dalla madre patriaâ. Mi trovo davanti centinaia di provini e quasi una trentina di vintage print, stampe ai sali dâargento, realizzate da lui stesso per una mostra pensata e voluta giĂ nel 1991, ma mai realizzata, e poi sommersa da tantissimi altri progetti e reportage che hanno segnato la storia della fotografia e del nostro Paese. Fino a quando non ho bussato alla sua porta a giugno 2023, magnetizzata da unâiconica immagine del cimitero di Linosa scoperta per caso e incuriosita da questo reportage totalmente inedito della piccola e incontaminata isola vulcanica nel mezzo del Mediterraneo, su cui stavo impegnando la mia ricerca da due anni.
La sensibilitĂ profonda di questo maestro assoluto della fotografia in bianco e nero è riuscita a cogliere momenti di vita quotidiana e partecipazione calorosa della comunitĂ resiliente di Linosa, insieme alla complessitĂ di un paesaggio maestoso, primordiale e aspro, con quello sguardo unico che aveva sul mondo e sullâuomo. Un lavoro da cui emerge la sua straordinaria capacitĂ di narrare e fotografare, con una tecnica infallibile e uno sguardo distintivo, pervaso di umanitĂ e sensibilitĂ . Dai ritratti pieni di vita dei bambini che giocano con lo skateboard e vanno in bici, alla processione con la stella cometa nei vicoli la notte della vigilia, agli anziani colti in un momento di lavoro sul trattore o a sistemare le reti da pesca, e poi gli sguardi, i sorrisi, la gioia dei preparativi del Natale, fino alle composizioni di paesaggio e architettura. Sono istantanee di vita quotidiana, che documentano con sinceritĂ ed empatia la comunitĂ che incontra a Linosa, con i loro riti e la condivisione calorosa dei momenti di festa. Le sue immagini, con una chiarezza e coerenza di sguardo, rivelano una ricchezza di sentimenti che corrisponde al suo amore per la vita. Uno sguardo unico sullâuomo.
Un tesoro sommerso che, insieme allâindagine fotografica realizzata trentâanni dopo da Filippo Romano, è diventata la mostra Insulae Aqua, inaugurata lo scorso novembre con il Comune di Milano allâAcquario e poi trasferita a Londra come highlight di PhotoLondon allâIstituto Italiano di Cultura di Londra, dove è rimasta esposta fino a giugno 2025.
Berengo-Gardin amava le isole, perchĂŠ questo essere circondati dal mare ne preserva lâautenticitĂ della loro comunitĂ con unâidentitĂ forte definita dallââisolitudineâ, che identifica la condizione di appartenenza e propria di chi è nato in unâisola, con lâunione delle parole isola e solitudine. Berengo-Gardin amava e difendeva la vera fotografia e il suo potere di restituire la memoria visiva del nostro tempo. Questo il ruolo fondamentale di un archivio fotografico, ripeteva il grande maestro. Con grande generositĂ si è messo a disposizione di un progetto che via via è cresciuto ed ha restituito alla comunitĂ di Linosa ricordi indelebili ed emozioni, volti e paesaggi.
Non piĂš di cinque giorni fa sentivo sua figlia Susanna per organizzare gli ultimi dettagli della prossima tappa espositiva: finalmente il progetto Insulae Aqua può tornare a casa ed essere restituita ad Agrigento, capoluogo di provincia a cui appartiene anche la piccola isola delle Pelagie. SarĂ lâoccasione di celebrare Berengo-Gardin, il suo amore per le isole, piccolissime e lontane, e le comunitĂ autentiche, la sua passione per la vera fotografia che documenta, ma soprattutto per la vita, sopra ogni cosa. Passione per la vita e passione per lâuomo che trasudavano in ogni suo scatto.
Il ricordo di Berengo-Gardin per quei tre giorni passati a Linosa oltre trentâanni fa era vivido e lui stesso ancora commosso dellâaccoglienza calorosa ricevuta dalla comunitĂ che stava festeggiando il Presepe vivente con profonda partecipazione. Berengo-Gardin amava la vita, svisceratamente. E lâuomo.
Lo sguardo lucido ed essenziale di un maestro che aveva il dono di cogliere la bellezza della vita e il nostro tempo in rigorosi ed essenziali scatti in bianco e nero. Una coerenza e integritĂ uniche tra lâuomo e il fotografo artigiano, come amava definirsi lui, che ha reso iconici moltissimi suoi scatti. La fotografia come impegno civile e indagine sociale. Immenso e pieno di sensibilitĂ e pudore il suo lavoro sui manicomi italiani durante le riforme di Franco Basaglia, che ha profondamente influito a cambiare la percezione pubblica sulle drammatiche condizioni dei malati mentali.
Sono piĂš di due milioni i suoi negativi, oltre trecento le mostre in Italia e allâestero e oltre duecentosessanta i libri pubblicati. Il libro fotografico lâaltra sua grande passione. Un ultimo desiderio: una monografia dedicata al paesaggio delle campagne italiane, al mondo contadino, un viaggio visivo e narrativo per documentare soprattutto il lavoro silenzioso delle donne nei campi in oltre quarantâanni di scatti.
Ci mancherai Maestro. Ma siamo tutti profondamente grati di poter guardare il mondo attraverso il tuo sguardo sensibile e lieve, che ci regala il desiderio e la poesia della vita.
Linosa, 6 agosto 2025
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