L’artista greco da molti anni vive e lavora a Genova, ed ha sviluppato nel tempo con la città e con i cittadini un rapporto di intenso dialogo.
Lo testimonia il libro edito da Tormena, “L’anima di Genova ”, con testi di Silvio Ferrari e di Michela Bompani. Il libro racconta questo affetto reciproco attraverso le opere di Oikonomoy e i testi di Ferrari, anche lui ligure
Scoperte che Oikonomoy interpreta con la consueta maestria tecnica e la poesia partecipe che caratterizzano il suo lavoro, nei dipinti ad olio esposti da Montagnani. Inconfondibili, come scrive Giannina Scorza: “un quadro di Oikonomoy è caratterizzato e riconoscibile per l’umettoso impasto della materia pittorica, di allusiva modulazione, per la rapide, sapide spatolate, intrise di preziosismi gestuali ”.
Inconfondibili anche per il personalissimo utilizzo degli effetti luminosi, che tracciano un ideale leitmotiv tra i diversi soggetti rappresentati: una luce fresca, irreale, che frange caleidoscopi sulle superfici dell’acqua del porto o
Oikonomoy dà vita con le sue opere ad un tracciato ideale che unisce nella luce comune le due diverse nature di Genova , una città ossimoro di mare e monti: da Castelletto alla Riviera al porto, l’unica luce si stende come un linguaggio comune, unifica superfici e volumi in un unico universo armonico, poetico, lieve.
Come osserva argutamente Giannina Scorza, i quadri di Oikonomoy “evidenziano nell’artista la sua ancestrale, viscerale convinzione della luce come fenomeno spirituale e indispensabile elemento interagente del suo dipingere: luce come ossessione e tumulto, speranza e catarsi”.
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