Categorie: Il fatto

Un altro direttore, cercasi

di - 3 Agosto 2016
L’anno scorso, di questi tempi, erano quasi pronti per uscire i nomi dei direttori della magica ventina di musei autonomi creati con la Riforma Franceschini. Ce ne siamo occupati spesso nel corso di quest’anno, ma le domande che sollevavamo lo scorso agosto sono più o meno le stesse di oggi: si cercavano manager e sono arrivati storici dell’arte; i colloqui sono stati frettolosi, si è pescato nel mazzo tra i non più brillanti e la politica del Mibact si è avvicinata pericolosamente alla cultura senza averne la pratica. Si era gridato allo straniero “ladro” dei nostri Beni, quando in fin dei conti sono essi stessi disertati da noi stessi, o almeno lo sono stati.
Oggi la soluzione è la medesima, ma forse qualcosa cambierà nei criteri di selezione di quello che sarà il direttore (o la direttrice) del Museo Nazionale Romano, ovvero Palazzo Altemps, Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano e Crypta Balbi.
Come per i venti direttori anche qui la “massima autonomia”, e la speranza che forsi entri una figura meno storica e più “economista”, visto che il bando di concorso oltre che sul sito del Mibact è anche pubblicato sull’Economist.
“Le candidature verranno valutate dalla commissione composta da cinque esperti di chiara fama del settore del patrimonio culturale che verrà nominata dal Ministro, operando una prima selezione di un massimo di dieci candidati. Da tale selezione, a seguito di un colloquio con la commissione, verrà individuata una terna da sottoporre al Ministro dei beni e le attività culturali e del turismo che proporrà il nominativo prescelto al Presidente del Consiglio per il conferimento dell’incarico”, si legge nel comunicato. E, come non detto, tombola! Se Renzi può permettersi di “scegliere” chi governerà uno dei più importanti spazi romani, allora siamo a posto. Per il semplice motivo, di certo non il meno grave, che il Premier potrebbe immaginare e aspettarsi la gestione di un museo (quattro) come noi quella del Paese. (MB)

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