Wes Anderson ha pubblicato, in una lettera alla Criterion Collection, una lista di film che sta guardando durante la quarantena e che consiglia al suo pubblico. La Criterion Collection è la più grande library digitale di film classici e contemporanei restaurati, che il regista ha soprannominato il “Louvre del cinema” (anche se il regista texano dai colori pastello conosce meglio il Kunsthistorisches Museum di Vienna, visto che ci ha curato una mostra). Insomma, se siete a corto di idee su cosa guardare nel week end e per affrontare la quarantena da veri cinefili, ecco alcuni film consigliati da Wes Anderson.
Antoine de Saint-Exupery (scrittore e aviatore francese, autore de Il piccolo principe), firma la sceneggiatura di questo capolavoro del cinema francese. La trama racconta l’audace storia di una donna che decide di diventare un pilota di areo. La Francia patriarcale degli anni Trenta, fa da sfondo alla vicenda basata sulla rivendicazione dei diritti di Anne-Marie.
Les misèrables, è considerato il miglior adattamento di sempre al romanzo di Victor Hugo. Le travagliate e umane vicende di Jean Valjaen, Fantine, Cosette e Marius vi terranno appassionatamente compagnia per quasi cinque ore.
Per la sua uscita nel 1932, Wooden Crosses venne salutato dal New York Times come uno dei più grandi film della storia del cinema, un lungometraggio “indimenticabile” a detta di Wes Anderson. Ambientato nella prima guerra mondiale la pellicola dallo stile marcatamente documentaristico, lancia un messaggio pacifista e rivoluzionario per la realtà dell’epoca.
Una provinciale a New York, una commedia intrisa di black humor e malintesi che racconta le rocambolesche avventure di una coppia in trasferta a New York. Giocato sul contrasto tra l’approccio provinciale dei due e il ritmo alienante della metropoli, la pellicola si mostra per Wes Anderson come “una macchina del tempo” per la New York degli anni Settanta.
… And the Pursuit of Happiness, è una pellicola che assume le sembianze di un ritratto umano, complesso e stratificato dell’America degli anni Ottanta. Il giovane Louis Malle, esponente della Nouvelle Vague francese, emigrato negli Stati Uniti, decide di documentare le esperienze vissute dalla grandissima varietà dei nuovi emigrati negli Stati Uniti.
Un angelo alla mia tavola è la vera storia di Janet Frame una delle più grandi autrici neozelandesi, più volte candidata al premio Nobel per la letteratura. La giovane scrittrice trascorre un’infanzia segnata dalla povertà e dalla morte della sorella. Rinchiusa in un manicomio per tentato suicidio viene sottoposta a ripetute scariche di elettroshock, ma riesce a salvarsi dalla lobotomia grazie al suo libro. Un film che Wes Anderson “non si stancherebbe mai di vedere”.
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