Categorie: Libri ed editoria

È morta Lucia Spadano, critica d’arte e fondatrice della rivista Segno

di - 22 Febbraio 2024

«Si è spenta nella notte del 22 febbraio Lucia Spadano, fondatrice e direttrice della nostra rivista, lasciando un vuoto incolmabile, non solo nella famiglia della vita ma anche e soprattutto in quella più grande di Segno, fatta di tanti amici, artisti, critici, collezionisti e amanti dell’arte. Una vita, per l’appunto, dedicata all’arte, dove con la sua penna inconfondibile ha raccontato e descritto l’opera di tanti artisti oltre a essere stata testimone di momenti cruciali che hanno scritto la storia dell’arte contemporanea». Così la redazione di Segno annuncia, sui propri canali social, la scomparsa della fondatrice della rivista che per quasi mezzo secolo ha raccontato il sistema contemporaneo dell’arte in Italia e anche fuori dai confini nazionali.

È il 1976 quando, tornata a Pescara dopo un periodo vissuto a Torino, Lucia Spadano decide assieme al marito Umberto Sala di fondare una rivista capace di farsi testimone del proprio tempo ma anche anticipatrice dei fenomeni e dei protagonisti che avrebbero traghettato l’arte contemporanea fino al nuovo millennio. E lo fa dalla stessa città abruzzese che in quel decennio si stava caratterizzando come un ponte tra la città e l’arte internazionale, fulcro di fermento creativo e sperimentazioni d’avanguardia: ne è un esempio l’attività di galleria di Mario Pieroni, che per primo espose i lavori di Luigi Ontani, Joseph Kosuth, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis e Gilberto Zorio. Un racconto condotto sul filo della testimonianza e della critica d’arte che nel tempo si è aperto al contesto nazionale e estero, coinvolgendo le più importanti fiere d’arte, da Madrid a Parigi fino a Basilea.

«La nostra proposta di una rivista d’arte contemporanea, nata in provincia a metà degli anni ’70, in quel momento parallela e poi praticamente sostitutiva di NAC (Notiziario d’Arte Contemporanea) di Francesco Vincitorio, ha avuto la fortuna di incontrare conoscere e frequentare molteplici personaggi dell’arte via via affermatisi, che hanno determinato i tanti aspetti culturali della storia dell’arte contemporanea», affermò la stessa Lucia Spadano in un’intervista apparsa nel numero 100 di exibart.onpaper, all’interno di uno speciale dedicato alla critica. «Parlo dei rapporti di stretta amicizia con Achille Bonito Oliva e Filiberto Menna, ma anche di incontri di lavoro con Dorfles, Celant, Calvesi, Trini, Trimarco, Daverio, Argan e molti altri». Una generazione di grande importanza a cui è seguita la successiva, quella di Laura Cherubini, Marco Meneguzzo, Giorgio Verzotti, Flaminio Gualdoni, Demetrio Paparoni, Giacinto Di Pietrantonio e non solo. Personaggi di spicco che hanno contribuito alla fortuna della rivista, costruita su una rete di idee, collaborazioni e profonde amicizie. Anche quelle di galleristi storici, come Lucio Amelio, Emilio Mazzoli, Fabio Sargentini, Claudia Gian Ferrari, Giuseppe Morra e tanti altri.

Un carattere rimasto immutato nel tempo seppur consapevole dei cambiamenti globali a cui sono sottoposti tanto il sistema dell’arte come quello dell’editoria. «Fra i primi obiettivi c’è quello di continuare a mantenere nel tempo e nel futuro lo spirito militante di ricerca, documentazione e curiosità per l’arte contemporanea» proseguiva Lucia Spadano nell’intervista, riflettendo sul presente e sul futuro di Segno, che nel 2026 compirà l’importante traguardo dei 50 anni. «Sarebbe forse auspicabile una partecipazione tecnica ed economica di alcune istituzioni specifiche, affinché anche il patrimonio online della rivista possa diventare perenne “webteca”, storicamente sempre accessibile all’intero pubblico della ricerca artistica».

Nata a Pesaro nel 1991, è laureanda nel corso di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali presso l'Accademia di Brera. È residente a Milano dove vive e lavora come giornalista freelance per diverse testate di arte, concentrandosi sul panorama contemporaneo tramite news, recensioni e interviste su online e cartaceo. Oscilla tra utopia e inquietudine; ancora tanti sogni da realizzare.

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